![]()
Passi più di sei ore al giorno davanti a un computer? Allora la sedia non può essere scelta come un mobile qualsiasi. Deve sostenere la postura, adattarsi all’altezza della scrivania e permettere di usare tastiera, mouse e monitor senza continue correzioni. Una sedia ergonomica parte proprio da questi aspetti: altezza regolabile, supporto lombare, braccioli adattabili e sedile adatto a molte ore di lavoro.
Ergonomia e lavoro al computer
L’ergonomia applicata alla sedia da ufficio non riguarda solo la comodità percepita nei primi minuti. NIOSH definisce l’ergonomia come adattamento dell’ambiente di lavoro alle capacità e ai limiti fisici delle persone. Tradotto nella postazione davanti al computer, significa che la sedia deve consentire di regolare altezza, schienale, supporto lombare e braccioli in base alla persona che la utilizza.
Nel caso di un utilizzo breve, una seduta fissa può risultare accettabile; quando il lavoro richiede molte ore davanti allo schermo, però, i limiti diventano più evidenti. Se la sedia non si adatta al corpo, è il corpo ad adattarsi alla sedia: ci si inclina in avanti, si cambiano appoggi, si sollevano le spalle, si perde il contatto con lo schienale.
Postazioni ibride e uso prolungato
Con circa 3,57 milioni di lavoratori in Italia attivi almeno in parte da remoto nel 2025, secondo l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, molte postazioni vengono usate fuori dall’ufficio aziendale. Tavoli domestici, studi condivisi e stanze adattate al lavoro non sempre hanno sedute pensate per otto ore davanti a uno schermo. In questi casi la sedia determina l’altezza da cui si raggiungono scrivania, tastiera e monitor.
Nel lavoro al videoterminale, il tempo seduti davanti allo schermo ha anche un riferimento normativo preciso. Il D.Lgs. 81/2008 considera videoterminalista chi utilizza attrezzature munite di schermo in modo sistematico o abituale per venti ore settimanali, al netto delle interruzioni previste; la stessa normativa stabilisce, in assenza di disposizioni contrattuali specifiche, una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale. Una postazione usata per molte ore richiede quindi una seduta regolabile e adatta al lavoro al videoterminale.
Altezza, supporto lombare e profondità del sedile
Nella scelta di una sedia ergonomica, il primo elemento da verificare è l’altezza regolabile. La seduta va adattata in modo che i piedi restino stabili e le braccia lavorino in rapporto corretto con il piano. Quando la sedia è troppo alta o troppo bassa, anche la scrivania diventa scomoda, perché tastiera e mouse vengono usati con spalle e avambracci fuori posizione.
Per sostenere la parte bassa della schiena, il supporto lombare deve essere reale e regolabile, non decorativo. La regolazione in altezza o profondità conta perché non tutte le persone hanno la stessa corporatura. Anche lo schienale reclinabile ha una funzione pratica, perché permette di variare leggermente la posizione senza perdere sostegno.
La profondità del sedile incide più di quanto sembri. Una base troppo corta non sostiene bene le gambe; una troppo lunga preme dietro le ginocchia e rende più difficile appoggiare la schiena. Il riferimento utile è lasciare alcuni centimetri tra il bordo anteriore del sedile e la parte posteriore delle ginocchia, mantenendo allo stesso tempo un buon appoggio delle cosce.
Braccioli, materiali e prova d’uso
Durante l’uso di tastiera e mouse, i braccioli devono permettere agli avambracci di poggiare senza sollevare le spalle e senza impedire l’avvicinamento alla scrivania. Quando sono regolabili in altezza, larghezza o profondità, aiutano ad adattare la seduta a chi lavora molte ore al computer. Se invece sono troppo alti, troppo bassi o troppo distanti dal piano, diventano un ostacolo.
Nelle giornate lunghe, anche i materiali incidono sull’uso quotidiano. Rete tecnica e tessuti traspiranti risultano più adatti rispetto a superfici che trattengono calore, mentre un’imbottitura troppo morbida può risultare comoda all’inizio ma meno stabile nel tempo. La base a cinque razze garantisce maggiore stabilità, mentre le ruote vanno scelte in base alla superficie: più morbide per pavimenti delicati, più scorrevoli per tappeti o moquette.
Quando è possibile provare la sedia prima dell’acquisto, conviene farlo simulando una normale giornata di lavoro. Bisogna sedersi con la schiena appoggiata, regolare l’altezza, verificare che i piedi tocchino terra, controllare il supporto lombare, avvicinarsi a un piano simile alla propria scrivania e usare idealmente tastiera o portatile. Una sedia può sembrare comoda nei primi minuti, ma diventare poco adatta quando rende scomodo l’uso di tastiera, mouse o portatile.
Prima dell’acquisto vanno controllati pochi elementi concreti: piedi appoggiati, schiena sostenuta, braccioli compatibili con il piano di lavoro, sedile non troppo profondo e ruote adatte al pavimento. Se questi elementi non funzionano, anche monitor, tastiera e scrivania diventano più difficili da usare per molte ore.