Mentre sale l’attesa per l’accordo con l’Iran, Trump ‘attacca’ Israele: “Le bombe su Beirut un errore, ora basta. Non sprechiamo quest’occasione”
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I negoziati tra Stati Uniti e Iran sono entrati domenica in una fase di turbolenza acuta, quando stavolta davvero il vento sembrava che soffiasse nella direzione giusta. Non è una novità. Ma i segnali contrastanti provenienti da tutte le parti coinvolte e un’escalation militare sullo sfondo rischiano di far saltare il tavolo. Di nuovo.
Il principale negoziatore iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, ha puntato il dito contro Israele e, indirettamente, contro gli Stati Uniti: i raid israeliani sui sobborghi meridionali di Beirut, a suo avviso, dimostrano che Washington non ha né la volontà né la capacità di rispettare i propri impegni. Continuare sulla strada attuale, ha scritto su X, sarebbe impossibile in queste condizioni. Sulla stessa linea il vice comandante del comando militare congiunto iraniano, Khatam al-Anbiya, secondo cui i crimini israeliani a Beirut non resteranno impuniti.
Trump invece parla un’altra lingua. Su Truth ha postato una dichiarazione trionfale. Ha presentato il suo accordo come l’opposto del JCPOA di Obama – definito un percorso verso la bomba – e ha annunciato che la firma avverrebbe domani (l’ennesimo domani di questa guerra), con la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz al seguito. Ha aggiunto che, a tempo debito, le forze americane interverranno per recuperare e distruggere le riserve di uranio sepolte nelle montagne iraniane, grazie ai bombardieri B-2. Nessuno scambio di denaro, ha precisato, a differenza dei miliardi versati dall’amministrazione precedente.
In un altro post Trump ha fatto un appello: “L’attacco di questa mattina a Beirut non sarebbe dovuto accadere, soprattutto in un giorno così speciale, quando siamo così vicini a un accordo di pace con l’Iran. Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l’attacco a cui ha risposto era di portata limitata e insignificante, nessuno è rimasto ferito o ucciso, e non dovrebbe interrompere questo importante processo. Siamo molto vicini a un accordo che porterà la pace nella regione, Libano compreso, e tutte le parti dovrebbero desistere. Non dovrebbero esserci più attacchi da parte di Israele in Libano, ma non dovrebbero esserci nemmeno più attacchi da parte di altre fazioni, incluso Hezbollah, contro Israele. Questo potrebbe essere l’inizio di una pace lunga e meravigliosa: non roviniamola!”
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno risposto con una smentita secca: nessun accordo sarà firmato domani, il memorandum non è ancora finalizzato e i negoziatori iraniani lo hanno detto esplicitamente. Il Corpo ha definito l’insistenza di Trump sulla data una prova per il team negoziale di Teheran, e ha avanzato un’ipotesi sarcastica: il presidente potrebbe voler legare la firma al proprio compleanno, che cade il 14 giugno, trasformando un atto diplomatico in un evento di autopromozione.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)