Al Museo Rietberg, Zurigo, “Quasi un Paradiso. Fotografia dell’era coloniale nell’arte contemporanea” fino al 6 settembre 2026
È aperta al pubblico, visitabile fino al 6 settembre 2026, al Museum Rietberg di Zurigo Quasi un paradiso. Fotografia dell’era coloniale nell’arte contemporanea, una mostra collettiva di artisti di fama internazionale provenienti o appartenenti alle diaspore di Africa, Americhe, Asia, Australia e Oceania che lavorano con materiale visivo dell’era coloniale per raccontare quali storie sono nascoste nelle fotografie storiche e in che modo gli artisti contemporanei le hanno portate alla luce.
Le loro opere – poetiche, critiche, visionarie – indagano come tali immagini definiscano identità, storia, senso di appartenenza e come possano essere reinterpretate. Queste opere rivelano un potere di guarigione che trascende i contesti storici specifici e che può toccare ciascuno di noi.
Venti artisti rinomati esplorano lo stato attuale di questo patrimonio fotografico attraverso quattro sezioni tematiche, agendo come archivisti, come contro-sguardo al punto di vista coloniale, come forze protettive e come potenti narratori che danno spazio a storie nascoste. Composte da fotografie, tessuti, film e sculture, le loro opere espandono i confini del medium fotografico e intrecciano domande legate alla propria identità e alle memorie collettive.
Ciò che le accomuna è un atteggiamento di speranza: la memoria rimane fluida e capace di resistere. Emerge così un cosmo visionario di immagini che sovverte le narrazioni familiari e mette in luce storie non raccontate. Cosa accadrebbe se questi mondi visivi diventassero reali? Possiamo ritrovare un tipo di paradiso quando la storia viene raccontata in polifonia? E quale potere esercitano le immagini che vediamo ogni giorno, prima ancora che iniziamo a interrogarle?

