Concerti Kanye West e Travis Scott annullati a Reggio Emilia, il sindaco: “Ora rimborsare subito biglietti”
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Il Comune di Reggio Emilia “prende atto” della decisione del prefetto Salvatore Angieri di annullare i concerti di Travis Scott e Kayne West in programma al Campo Volo il 17 e 18 luglio, nell’ambito del “Pulse of Gaia Festival” (ex Hellwatt), per questioni di sicurezza e ordine pubblico. “A questo punto l’urgenza è quella di rimborsare velocemente chi ha acquistato il biglietto“, pressa il sindaco Marco Massari, rilanciando sul futuro della Rfc Arena. “Nei prossimi giorni convocheremo un tavolo di confronto con Regione, Provincia e C.Volo, la società privata che ha in gestione l’arena”, annuncia il sindaco. Per il resto Massari si rimette alla decisione del prefetto. “È evidente anche che artisti così discussi, sulle cui posizioni avevamo da tempo espresso perplessità, possano generare problemi aggiuntivi: è successo in altri contesti europei e internazionali, ora succede qui. Si tratta di problematiche che possono emergere anche a ridosso degli eventi stessi e suggerire scelte di prudenza e responsabilità. Resta certamente il rammarico per non poter ospitare questi eventi di rilievo, che la nostra città ha già dimostrato di poter gestire”, ammette Massari.
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“Di sicuro vi saranno altre occasioni per sfruttare il potenziale dell’arena, a partire dal concerto di Elisa già annunciato per il 2027. Continuiamo infatti a ritenere l’arena un grande patrimonio della città e rispetto al suo futuro, è urgente avviare una riflessione seria e condivisa anche alla luce delle evidenti difficoltà emerse in questa occasione che si sono riverberate sull’intera città”, sostiene il primo cittadino. “L’unica cosa che resta da fare è raccogliere, con un bel bagno di umiltà, i cocci dell’immagine di Reggio andata in frantumi“, punge Rosamaria Papaleo, segretaria della Cisl Emilia Centrale.
LA DECISIONE DELLA PREFETTURA ARRIVATA “IN RITARDO”
C’è, secondo Papaleo, “un patrimonio pubblico da ricostruire, a dimostrazione del fatto che quel mega evento non è mai stato solo una questione privata. Sì, servirebbero scuse alla città e un reale coinvolgimento della comunità, proprio quello chiesto da mesi e finito puntualmente contro un muro di gomma”, è la critica della sindacalista al Comune. “Puntare il dito contro la Prefettura è un esercizio puerile. Quello che conosciamo è che la Prefettura, quindi il ministero dell’Interno, ha valutato le informazioni che erano sul tavolo, quando sono state messe su quel tavolo”, osserva Papaleo, segnalando che la differenza con il contesto internazionale diventa “sostanziale”: il Regno Unito ha detto no a West il 2 aprile, poi sono arrivate Polonia, Francia e Svizzera. A Reggio lo stop è arrivato il 29 maggio, a 35 giorni dalla partenza del festival.
“Chi ama Reggio ha tutto l’interesse che l’Arena diventi un’ambasciatrice della città ma prima occorre sanare le ferite con l’unica medicina possibile: la trasparenza. Trasparenza che ora potrà essere garantita nella seduta della commissione Attività produttive e cultura della legalità, per riunire la quale Cisl lanciò un appello l’8 maggio raccolto, solo dai consiglieri di opposizione. In quella sede dovranno arrivare parole chiare”, incalza la segretaria Cisl. “Chi ha responsabilità politiche, amministrative e organizzative deve spiegare cosa non ha funzionato, quali garanzie ci sono per i rimborsi, quali condizioni restano per gli altri appuntamenti e quali regole dovranno valere in futuro per eventi di questa portata. È il minimo sindacale per iniziare a fare pace con Reggio”, conclude Papaleo.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)