Antonovvi: esce il nuovo nuovo album


Antonovvi torna sulla scena musicale: esce il nuovo nuovo album in cui ironizza su tutto e tutti, a partire da sé stesso

Antonovvi

“DISGUSTO. SPLENDORE. COGLIONE”, il nuovo album del rapper underground Antonovvi, è disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali per l’etichetta indipendente Dichotomic Dreams.

Il disco è composto da 11 brani prodotti da Erma, con una traccia aggiuntiva nella versione fisica e in quella disponibile su YouTube. Gli ospiti sono i rapper Tusco, BLO/B, Mefis Depedis, Aarek e la cantante Chiara Ragnini.

Già membro della Casa Degli Specchi, Antonovvi spiega così la genesi e la natura di questo disco: “Con ironia direi che si tratta di un album ‘superficialmente profondo e profondamente superficiale’. Ho iniziato a lavorarci nel 2021, in pieno periodo pandemico, ma poi ci sono stati numerose pause e riprese, dovute a ripensamenti artistici e questioni personali e lavorative. Si tratta di un disco di riscatto personale, di chiusura del cerchio, di racconto di un periodo della mia vita molto intenso e stimolante, ma anche distruttivo. Direi che è l’album della confusione e della sensazione di non riconoscersi alla soglia dei 40 anni, quel sentimento che fa venire la voglia di buttare all’aria tutto, divertirsi e poi immancabilmente pentirsi. Ma è anche l’album della lucidità, del sapere cosa dire e come dirlo, senza più vincoli stilistici né, forse, umani”.

Il focus dei testi è l’io, perché al centro di ogni brano c’è il rapper che parla, con un’attitudine dissacrante, ironica e autoironica, di sé stesso, della sua improbabile e grottesca vita di provincia e del mondo esterno. In questo senso il titolo è eloquente perché è nato 20 anni fa durante un gioco di società in cui i partecipanti dovevano descrivere un’altra persona con tre parole senza dichiarare chi fosse: la sorella piccola di un amico di Antonovvi lo descrisse con le tre parole che compongono il titolo e a lui quella definizione è rimasta in testa per tutto questo tempo.

A differenza dei suoi precedenti album, dove dominava l’immaginario della campagna o comunque dell’entroterra ligure, qui i testi sono più metropolitani perché popolati da un’umanità varia come il transgender, il party boy, le ragazze “libertine”, l’ubriacone da bar, il massone ma anche il sindaco corrotto e l’impiegato statale,

Le produzioni musicali di Erma (già stretto collaboratore della Casa Degli Specchi), anche grazie al contributo dello stesso Antonovvi (che ha scelto vari campionamenti), spaziano dall’hip hop classico a quello underground in cui, però, non mancano citazioni sonore agli anni ’80 e, più in generale, al pop.