La revisione auto si prepara a cambiare pelle, trasformandosi da un controllo prettamente meccanico a un vero e proprio “esame digitale” del veicolo
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La revisione auto si prepara a cambiare pelle, trasformandosi da un controllo prettamente meccanico a un vero e proprio “esame digitale” del veicolo. La Commissione Trasporti del Parlamento Europeo (TRAN) ha approvato la bozza di posizione sul nuovo Roadworthiness Package, il pacchetto di riforme che ridisegnerà i controlli tecnici periodici e le ispezioni stradali in tutta Unione Europea.
L’obiettivo del legislatore europeo è chiaro: adeguare i test all’evoluzione tecnologica di un parco circolante sempre più connesso, elettrico e dotato di sistemi di assistenza alla guida. Parallelamente alla notizia della riforma, sui portali web è rimbalzato l’allarme per una presunta “maxi-multa da 8.000 euro” legata alle nuove norme: una stangata reale, che tuttavia richiede una necessaria operazione di verità.
ADAS E BATTERIE: COSA CAMBIA IN OFFICINA
Fino ad oggi, i centri di controllo si sono concentrati sui componenti tradizionali come freni, sterzo, pneumatici ed emissioni di scarico. Con la nuova riforma, i tecnici dovranno imparare a dialogare a fondo con il “cervello elettronico” delle vetture.
Tra le principali novità inserite nella bozza figurano:
Controllo dei sistemi ADAS: Verrà verificata l’integrità e il corretto funzionamento dei dispositivi obbligatori di assistenza alla guida, come la frenata automatica d’emergenza, il mantenimento della corsia e il sistema di riconoscimento dei segnali.
Diagnostica software: Sensori, telecamere e centraline non dovranno presentare anomalie o manomissioni che possano compromettere la sicurezza attiva e passiva (inclusi gli airbag).
Test per elettriche e ibride: Sono previste verifiche mirate per i motori elettrici e, soprattutto, per lo stato di salute della batteria di trazione (State of Health), oltre all’isolamento dei circuiti ad alta tensione.
STANGATA EVITATA PER LE AUTO STORICHE E GUERRA AI CHILOMETRI SCALATI
La trattativa a Bruxelles ha registrato anche un importante punto a favore degli automobilisti. La Commissione Europea aveva inizialmente proposto di dimezzare l’intervallo tra i controlli, portandolo da due a un anno per tutte le vetture con più di dieci anni di anzianità. Il Parlamento Europeo ha però respinto l’ipotesi, giudicandola una misura sproporzionata, economicamente punitiva per le fasce più deboli e non supportata da dati empirici sulla riduzione dei sinistri. Per le auto storiche o semplicemente più datate resta quindi in vigore l’attuale cadenza biennale (dopo i primi 4 anni dall’immatricolazione).
Un giro di vite pesante riguarderà invece le truffe sul mercato dell’usato. Per contrastare la manomissione dei contachilometri, la bozza prevede l’obbligo per le officine di registrare il chilometraggio del veicolo in occasione di qualsiasi intervento di riparazione che superi un’ora di manodopera. I dati confluiranno in un database nazionale interconnesso a livello europeo, creando una cronologia certificata e impossibile da alterare.
IL GIALLO DELLA MULTA DA 8MILA EURO: FACCIAMO CHIAREZZA
In concomitanza con la diffusione della riforma UE, molti portali d’informazione hanno battuto la notizia di una sanzione record fino a 7.993 euro. È bene chiarire che questa sanzione non è un’invenzione di Bruxelles, né una nuova tassa sulle auto elettriche o con ADAS non funzionanti. Si tratta di una misura già prevista dal Codice della Strada italiano (Articolo 80).
La stangata da 8.000 euro (con tanto di fermo amministrativo del mezzo per tre mesi) non scatta per una semplice dimenticanza della scadenza, ma configura un vero e proprio dolo. Si rischia esclusivamente se, dopo essere già stati fermati una prima volta con la revisione scaduta e aver subito la sospensione del veicolo dalla circolazione, si viene sorpresi nuovamente a viaggiare per strada prima di aver effettuato i controlli obbligatori in officina.
I PROSSIMI PASSI: QUANDO ENTRANO IN VIGORE LE REGOLE?
È importante sottolineare che la riforma non è ancora ufficialmente in vigore. Il testo approvato dalla Commissione Trasporti rappresenta la linea strategica del Parlamento, che ora dovrà essere votata in sessione plenaria prima di affrontare il definitivo negoziato (Trilogo) con il Consiglio dell’Unione Europea. Solo al termine di questo iter legislativo verranno stabilite le date ufficiali di recepimento da parte degli Stati membri, che manterranno comunque la facoltà di irrigidire ulteriormente i controlli a livello nazionale
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)