Le violenze sessuali subìte sulle navi-prigione. Il movimento denuncia anche fratture e spari da vicino con pallottole di gomma

C’è anche un italiano tra i circa 50 attivisti della Flotilla che sono stati ricoverati a Istanbul per lesioni riportate durante il periodo di detenzione in Israele. A confermarlo Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla. “Ci è stato riferito che molti attivisti hanno riportato gravi lesioni e c’è chi è sotto choc. Riguardo all’italiano – spiega la portavoce – stiamo cercando di avere notizie sulle condizioni di salute”.
“Violentati da soldati mostruosi”
La Global Sumud Flotilla denuncia che almeno 15 persone tra i 430 partecipanti totali alla missione civile e nonviolenta hanno subito violenze sessuali mentre erano illegalmente trattenuti dalle autorità israeliane. Come hanno riferito gli organizzatori in queste ore, “Sembra che la maggior parte delle persone abbia subito qualche forma di violenza efferata” e tra queste, “Abbiamo ricevuto segnalazioni di almeno 15 aggressioni sessuali”. A questo si aggiungono “spari con pallottole di gomma a distanza ravvicinata e decine di persone che hanno riportato fratture alle ossa”.
Nel video diffuso stamani, la partecipante della Global continua denunciando le violenze fisiche subite dagli attivisti all’interno di quelle che vengono definite “navi prigioni”. In una di queste “ci hanno riferito di almeno 15 casi di di aggressioni sessuali, per quanto ne sappiamo finora”. “Non c’è altro modo per dirlo, quindi lo dico e basta: li hanno violentati. I partecipanti alla Global Sumud Flotilla sono stati violentati da soldati mostruosi“, ha dichiarato in un video Thiago Avila, tra i leader del movimento globale, che nella missione di aprile è stato tra le due persone sequestrate per giorni dalla magistratura israeliana con accuse di terrorismo.
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Spari con proiettili di gomma
In un video condiviso dal Movimento sui propri canali social, una delle partecipanti denuncia: “I soldati erano già pronti ad aumentare le violenze. Non avevano bisogni di pretesti. C’è stata una donna che ha superato una linea, non è stata avvertita di questo, e le hanno sparato con pallottole di gomma. Usavano poi la violenza in tutti i momenti utili, persino quando ci tiravano da un posto all’altro per spostarci, e cercavano di farci cadere. Se qualcuno ha osato dire ‘Palestina libera’, sono stati molto chiari, ‘se usate le parole, noi useremo i fucili’. Ce lo hanno ripetuto di continuo”.

Pm Roma valutano tortura
Intanto sono iniziate questa mattina le audizioni degli italiani che erano bordo delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla rientrati ieri in Italia. A quanto si apprende è già stato ascoltato il deputato del M5S Dario Carotenuto e tutte le testimonianze degli attivisti, detenuti e poi esplusi da Israele, verranno acquisite dai magistrati di piazzale Clodio che stanno valutando oltre all’ipotesi di sequestro anche quella di tortura e violenza sessuale. Tutte ipotesi in fase di analisi da parte dei pm capitolini insieme al procuratore capo.
Agli atti dai pm della procura di Roma verrà acquisito anche il video del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, diffuso sui propri canali social e girato nel porto di Ashdod, dove si vedono gli attivisti della Global Sumud Flotilla, derisi, in ginocchio con le mani ammanettate dietro alla schiena. Posizione che potrebbe essere anch’essa oggetto di valutazione se dovesse essere accertata la presenza di cittadini italiani.