Tragedia alle Maldive, il dolore del fidanzato di Giorgia nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera: “Aveva una luce particolare, ho perso il mio futuro”
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Federico Colombo ha 26 anni, fa il barista a Pegli (Genova) e gioca a calcio nei dilettanti. Da quando Giorgia Sommacal, 22 anni, non è più risalita da quell’immersione nell’atollo maldiviano, parla come chi ha perso non soltanto la ragazza che amava, ma il futuro che avevano cominciato a costruire insieme. Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera emerge il ritratto di una ragazza brillante, appassionata e di un amore puro, stroncato troppo presto.
Il ricordo dell’ultimo contatto con Giorgia è ancora nitido: “Pochi istanti prima che si immergesse– ricorda Federico- era entusiasta, come sempre. Mi aveva detto che appena riemersa la prima cosa che avrebbe fatto sarebbe stata inviarmi le foto degli abissi maldiviani. Era come se volesse farmi vedere il mare attraverso i suoi occhi. Mi diceva che, prima o poi, avrebbe fatto provare anche me. Aspettavo quegli scatti. E invece non sono mai arrivati. Poi suo padre Carlo mi ha detto della tragedia. Mi è caduto il mondo addosso“.
Giorgia era a un passo da un traguardo importante. Tra un mese esatto avrebbe completato gli studi: “Fra un mese si sarebbe laureata in Ingegneria biomedica. Non vedeva l’ora di arrivare a quel giorno. Mi aveva già fatto vedere il vestito che avrebbe indossato la mattina della proclamazione. Poi aveva scelto di proseguire con Neuroscienze. Aveva davanti una vita piena, bellissima“.
Per gli amici, racconta ancora il ragazzo, Giorgia” era semplicemente ‘Gio Gio’, una ragazza capace di portare luce ovunque andasse. Una ragazza d’oro. Voleva bene a tutti e tutti volevano bene a lei. Aveva una luce particolare, una dolcezza che non si può spiegare. Era sempre presente e capace di farti sentire importante. Mi calmava spesso. Mi diceva sempre di non arrabbiarmi e di sorridere alla vita. Io ci sto provando ma non so come reagire, lei era il mio futuro“.
Averla accanto, spiega Federico, significava protezione e costante presenza: “Voleva dire non sentirsi mai solo. Giorgia c’era. Anche quando aveva mille cose da fare, anche quando studiava, anche quando era stanca. Trovava sempre il modo di esserci. Era questa la sua forza: faceva sentire amate le persone”.
La tragedia ha strappato alla vita anche la madre di Giorgia, la biologa marina e docente all’Università di Genova, Monica Montefalcone, con cui la ragazza condivideva l’amore viscerale per l’oceano. “Per me Monica era una seconda mamma. E il rapporto tra lei e Giorgia era unico. Erano legatissime. Il mare era la loro passione. Stavano meglio sott’acqua che sulla terraferma. Erano davvero brave in quello che facevano perché dentro c’erano amore, passione vera”.
Ora, per il giovane barista di Pegli, restano solo il silenzio e un vuoto incolmabile: “Piango. A volte mio cugino mi porta sulle colline di Pegli, per prendere un po’ d’aria. Ma l’aria non basta. Non la scorderò mai. Resterà tutto: Giorgia, i nostri sogni, anche se ora fanno male. Lei e Monica saranno dentro di me per tutta la vita“.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)