Disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Principesse perse”, il nuovo singolo di Tommaso Bebi
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“Principesse Perse” è un brano che si distingue per la sua capacità di muoversi in equilibrio tra la critica sociale e il pop elettronico più attuale. Attraverso una narrazione vivida, l’artista dipinge il ritratto di una società sospesa, che corre freneticamente all’interno di una “city” cercando di conciliare il desiderio di realizzazione personale con la cruda necessità di sopravvivere alla realtà quotidiana.
Il cuore del brano risiede nel contrasto, un elemento che Bebi esplora in ogni sua sfumatura: dalle aspettative che si scontrano con la realtà, fino alla distanza tra l’apparenza superficiale e la sostanza dei valori umani. Le “principesse perse” che danno il titolo alla canzone sono figure metaforiche: rappresentano tutti quegli individui che, tra regni smarriti e corone cadute, si ritrovano ad affrontare difficoltà concrete e crescenti.
Questa dualità si riflette perfettamente nella struttura artistica. Da un lato, la produzione musicale è travolgente: una fusione di ritmi latini, funky e house che strizza l’occhio alle logiche radiofoniche e ai tormentoni estivi. Dall’altro, il testo nasconde una critica profonda al sistema moderno, colpevole di alimentare contrapposizioni faziose solo per ottenere viralità e consenso. Anche il linguaggio scelto sottolinea questo gioco di opposti, accostando termini modernissimi come “city” a vocaboli desueti come “ori” e “vesti”, invitando l’ascoltatore a guardare oltre la superficie.
In definitiva, “Principesse Perse” si configura come un inno alla resilienza urbana. È l’invito a continuare a ballare sotto i riflettori anche quando si sente il “veleno nel ventre” della rabbia o si stringe tra le mani la “polvere” delle poche possibilità. L’obiettivo di Tommaso Bebi è ambizioso ma nobile: unire sotto la stessa melodia chi cerca solo una canzone spensierata per l’estate e chi desidera fermarsi a riflettere, ricordando a tutti che, nonostante le ferite del mondo moderno, restiamo tutti “Principesse”.
Spiega l’artista a proposito del nuovo singolo: “Principesse Perse rappresenta per me il punto di massimo sforzo, sia a livello organizzativo che realizzativo. Ho cercato di curare ogni minimo dettaglio della musica e della promozione mettendo in campo tutto me stesso, nonostante le risorse scarse — quasi assenti — in termini di tempo e budget. Il mio obiettivo con questo brano è fare un vero salto di crescita; non vivo il successo come un’ossessione, ma credo sia fondamentale che la propria musica venga ascoltata, specialmente quando porta con sé un messaggio sociale così forte, quasi un grido di responsabilità. La mia sfida più grande è stata creare qualcosa di memorabile senza cadere nei soliti cliché del sole, cuore, amore. Qualcuno potrà pensare che un pop così impegnato non possa funzionare, ma io sono testardo e ho voluto provarci lo stesso. Desidero che le persone possano canticchiarla facilmente, perché la memorabilità è la vera cassa di risonanza per il messaggio che voglio trasmettere. Il percorso verso l’uscita, fissata per l’8 maggio dopo vari rinvii, è stato un vero cammino a ostacoli, pieno di imprevisti risolti con soluzioni arrangiate. C’è un’immagine che porto nel cuore e che riassume perfettamente il mood di questo progetto: eravamo a teatro per girare il video e la macchina del fumo si è guastata per il surriscaldamento. Senza possibilità di sostituirla e con i minuti contati, mi sono ritrovato con un phon in mano a cercare di raffreddarla per permettere al fumo di riempire la scena. Ecco, questo è “Principesse Perse”: la capacità di adattarsi alle difficoltà della vita, superando il panico con un sorriso e continuando, nonostante tutto, a cantarci e ballarci sopra.”
Il videoclip di “Principesse perse” nasce dalla collaborazione con il regista Niccolò Lorini, reduce dal successo del suo ultimo film “Il Dono”, distribuito su RaiPlay. Lorini vanta una solida esperienza nell’ambito dei video musicali, avendo già lavorato con artisti del calibro di Sal Da Vinci, Bianca Atzei, Tormento e Ivana Spagna.
Il video è ambientato nel teatro di Rapolano Terme, un piccolo gioiello nella provincia senese. Proprio l’ambientazione teatrale permette di sfruttare un patto narrativo che vede la personificazione delle “Principesse” in una bambina che affronta con coraggio ed energia il proprio percorso di crescita. La piccola rappresenta la parte più pura dell’artista, che condivide con lei dubbi e paure, invitandola però a “ballarci sopra”. Nel corso del video, la bambina immagina il proprio ruolo sociale e professionale, talvolta in modo quasi caricaturale, ponendosi interrogativi su come deciderà di essere “da grande”. La seguiamo così nella sua evoluzione, da neonata ad adulta, tra banchi di scuola e scrivanie, in un costante passaggio tra studio e lavoro.
Alla fine, la Principessa sceglie di abbracciare l’artista nel ballo della vita, focalizzando l’attenzione sulla libertà di scelta: l’invito è quello di rimanere “Principesse”, e quindi conservare la propria nobiltà d’animo, anche in una società che fa di tutto per farci smarrire.
Il regista ha scelto di girare il video “al contrario”, ovvero con le spalle rivolte al pubblico. Questa intuizione, nata in corso d’opera, ha permesso di creare una scenografia particolarmente suggestiva grazie a un gioco caravaggesco di luci e ombre. Una scelta che è apparsa fin da subito coerente con le contraddizioni e i contrasti su cui si fonda l’intero impianto artistico e narrativo del brano.