Banda della Uno Bianca, Pietro Gugliotta si è impiccato. Era uscito dal carcere della Dozza a luglio 2008, dopo aver scontato quattordici anni per le rapine e l’appoggio logistico fornito ai Savi
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Pietro Gugliotta, gregario della Banda della Uno Bianca ed ex assistente di polizia, si è impiccato. Stando a quanto riporta il Corriere della Sera, il suicidio sarebbe avvenuto ben 4 mesi fa, a gennaio scorso, nella sua abitazione di Colle d’Arba (Pordenone). Arrestato, il 25 novembre del 1994, quando prestava servizio nella centrale operativa della questura di Bologna, Gugliotta venne condannato a vent’anni di carcere per le rapine e l’appoggio logistico fornito ai Savi, ma non venne ritenuto mai colpevole degli omicidi. Uscì dal carcere della Dozza a luglio 2008, dopo 14 anni di detenzione. Chiuso questo capitolo, Gugliotta iniziò una seconda vita, lontano dai riflettori. Per diverso tempo ha lavorato in una cooperativa di reinserimento per ex detenuti e da un anno aveva raggiunto la pensione.
Una notizia che riemerge proprio in queste ore dopo la messa in onda dell’intervista a Belve Crime di Roberto Savi, uno dei capi della Band della Uno Bianca, che tra la fine degli anni ’80 e metà degli anni ’90 commise decine di rapine e omicidi, uccidendo 24 persone.
LE NUOVE INDAGINI SULLA BANDA DELLA UNO BIANCA
I magistrati bolognesi stanno indagando di nuovo sulla banda della Uno bianca, con l’ipotesi di concorso in omicidio, a seguito di un esposto presentato nel 2023 da alcuni familiari delle vittime.
LEPORE: C’È MOLTO DA CHIARIRE. GUGLIOTTA? TERRIBILE
“Pietro Gugliotta? Quando muore una persona è sempre una notizia terribile”. Così il sindaco di Bologna Matteo Lepore a proposito della notizia trapelata nella serata di ieri della morte dell’ex poliziotto legato alla vicenda della Uno Bianca, che si sarebbe suicidato nel gennaio scorso nella sua abitazione in Friuli. “In generale su questo caso- aggiunge poi Lepore, interpellato stamane in piazza Maggiore- io credo che ci sia da fare molta chiarezza. La città e i familiari del vittime se lo meritano. Da parte delle istituzioni ci deve essere su questo fronte il massimo impegno, ma anche il massimo rispetto. Che in questa fase nel paese ci siano messaggi che escono da voci nefaste è inquietante e credo che debba fare riflettere sul momento che il nostro paese sta vivendo”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)