Due attivisti sono rinchiusi nelle carceri di Israele: Saif Abu Keshek, nato in Palestina ma di nazionalità spagnola, e il brasiliano Thiago Avila
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La Procura di Roma ha aperto un nuovo fascicolo sulla vicenda della Global Sumud Flotilla, per reato di sequestro di persona, dopo la cattura e il trasferimento forzato in Israele degli attivisti, seguito all’intervento della Marina israeliana in acque internazionali. L’abbordaggio di una ventina di navi della missione civile e nonviolenta nella notte tra il 28 e il 29 aprile scorso è avvenuta al largo di Creta, e ha portato al sequestro di decine di attivisti, un’azione che ha prodotto tre esposti alla Procura di piazzale Clodio, che stando a diverse fonti di stampa concordanti, ha quindi deciso di avviare le indagini.
Così, anche la seconda missione della Global Sumud Flotilla impegnerà i Pm della capitale, che solo poche settimane fa ipotizzavano anche il reato di tortura nell’ambito dell’inchiesta a carico di ignoti che coinvolge 36 connazionali sequestrati a settembre dalle autorità israeliane a bordo della Flotilla. Anche in quel caso, i pm ascrissero nel fascicolo il reato di sequestro di persona, aggiungendo inoltre quello di rapina e danneggiamento con pericolo di naufragio, in merito alle modalità dell’abbordaggio e della confisca delle imbarcazioni e dei beni degli equipaggi sempre da parte della Marina di Israele.
Ad oggi, dopo i fatti di aprile, solo due attivisti sono rinchiusi nelle carceri di Israele: Saif Abu Keshek, nato in Palestina ma di nazionalità spagnola, e il brasiliano Thiago Avila. Ieri i due sono stati portati in aula con le catene a polsi e caviglie, per assistere all’udienza di convalida del fermo, che i giudici hanno prorogato di altre 48 ore. Stando ad Adalah, l’associazione locale che presta assistenza legale agli attivisti, l’accusa aveva chiesto una proroga di quattro giorni.
L’ong ha poi denunciato che sia Abu Keshek che Avila avrebbero subito violenze e abusi. Il primo ha riferito che, subito dopo la cattura, sarebbe stato “legato e bendato… e costretto a rimanere sdraiato a faccia in giù sul pavimento” fino all’arrivo in Israele. Quanto ad Avila, ha riferito di essere stato “sottoposto a estrema brutalità” e di essere stato “trascinato a faccia in giù sul pavimento e picchiato così violentemente da perdere i sensi due volte”. Inoltre, dal suo ingresso in cella, sarebbe “tenuto in isolamento e bendato”.
La Global Sumud Flotilla è una missione finanziata da organismi della società civile e cittadini per rompere l’assedio all’ingresso di aiuti umanitari che Israele applica illegalmente sulle acque sulla Striscia di Gaza, ma per Tel Aviv si tratterebbe di una minaccia alla propria sicurezza nazionale, condotta col sostegno di Hamas.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)