Napoli raccontata dalle inchieste del Tg1 e il Tg2 tra il 1976, stretta dalla morsa della criminalità organizzata, e il 1980, quando viene sconvolta dal terremoto dell’Irpinia, a Rainchieste
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Il racconto televisivo di Napoli, capitale storica del Mezzogiorno è al centro del nuovo appuntamento con Giorgio Zanchini e con RAInchieste mercoledì 22 aprile 2026 alle 21:20 su Rai Storia. Una città dall’anima colta e popolare, come sosteneva Benedetto Croce. Segnata da secoli di storia, dominazioni e profonde trasformazioni sociali, da sempre crocevia di popoli, di culture e d’arte. Tra gli anni Settanta e Ottanta la televisione pubblica ha dedicato ampio spazio alla città partenopea. Le cineprese di Tg1 Tam Tam e Tg2 Dossier entrano nei quartieri e danno voce alle persone; rubriche del Tg2 come Grandangolo, Galleria e Gulliver cercano di offrire invece chiavi di lettura culturali e divulgative.
Nel complesso, questi reportages restituiscono un’immagine articolata della città, senza semplificazioni. Dall’inchiesta del Tg2 Dossier, del 27 febbraio 1977, “Senza santi non si va in paradiso”, a cura di Fernando Cancedda, uno dei giornalisti della prima redazione del Tg2 sorta un anno prima sotto la guida di Andrea Barbato, sul sistema delle raccomandazioni, alle inchieste di uno dei grandi interpreti del giornalismo d’inchiesta di questi anni è Giuseppe Marrazzo, per tutti “Joe”, in grado di raccontare le contraddizioni sociali e culturali della città con uno sguardo diretto e partecipe.
Sempre attento alle condizioni degli ultimi e alle reali dinamiche della società, restituisce un’immagine della città senza retorica. Da ricordare, nel 1979, quella per Tg2 Grandangolo, “Nero napoletano”, in onda il 24 luglio, dove Marrazzo indaga una Napoli attraversata da nuove influenze culturali, dove musica, tradizione e contaminazione si intrecciano, e dove è presente anche un giovanissimo Pino Daniele, e il reportage “Sciuscià ’80”, in onda il 23 dicembre ’79 per Tg2 Dossier e realizzato per l’Anno Internazionale del Bambino proclamato dalle Nazioni Unite.
Due inchieste diverse tra loro, ma complementari. Due modi di raccontare Napoli: da un lato una cultura musicale in trasformazione e dall’altro l’infanzia negata, come se la guerra non fosse mai finita. Un programma di Enrico Salvatori e Serena Valeri, scritto con Marco Orlanducci, Vincenzo Reale, Francesca Scancarello e Debora Volpi. Produttrice esecutiva Alessandra Giorgi, regia di edizione Fabrizio Marini.
A seguire, “Milva, diva per sempre”. La vita e la carriera di un’artista eccelsa, la cui storia consente di comprendere l’evoluzione culturale dell’Italia dagli anni Cinquanta fino al nuovo millennio.