Il Pil scende allo 0,6%, Giorgetti: “Sulle regole europee l’Italia chiede flessibilità e non rigidità”


Il Ministro: “Pesa la zavorra del Superbonus. Accise priorità, pronti a valutare interventi

Giancarlo Giorgetti (Foto Presidenza del Consiglio)

“Abbiamo approvato il Dfp, un po’ diverso rispetto a quello a cui eravamo abituati”. Lo dice il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri. Il documento fotografa un quadro macroeconomico prudente, con un ritocco al ribasso delle previsioni di crescita: il Pil scende dallo 0,7 allo 0,6% per il 2026, dallo 0,8 allo 0,7% nel 2027 e dallo 0,9 allo 0,8% nel 2028.

ACCISE E TAGLI AI MINISTERI

Uno dei nodi principali resta il caro-carburante. “Il taglio delle accise scade il primo maggio. Settimana prossima valuteremo insieme alle altre cose l’ordine di priorità”, annuncia Giorgetti, spiegando che “il sacrificio ulteriore chiesto a tutti i ministeri serve proprio a finanziare la riduzione delle accise”. La priorità assoluta è “tamponare l’incremento degli oneri dei combustibili”, specialmente per i trasportatori, per evitare tensioni inflazionistiche sui prezzi al consumo. Su un eventuale scostamento di bilancio, il Ministro è netto: “Se si fa, deve essere assolutamente produttivo. Dobbiamo evitare che i costi del trasporto si ribaltino sull’ultima fase del ciclo del dettaglio”.

DEBITO PUBBLICO E L’OMBRA DEL SUPERBONUS

A condizionare i conti è ancora l’eredità dei bonus edilizi. “I dati del debito pubblico risentono delle rate del vecchio Superbonus: pesa per 40 miliardi nel 2026 e 20 miliardi nel 2027. Senza questi dati l’andamento sarebbe stato discendente”, chiarisce Giorgetti. Il rapporto debito/Pil è indicato al 137,1% nel 2025, salendo al 138,2% nel 2026 e al 138,5% nel 2027, prima di flettere al 137,9% nel 2028.

DEFICIT E NUOVE REGOLE UE

Sulle regole europee, l’Italia chiede “flessibilità per rispondere a un mondo cambiato, non rigidità”. Sul fronte del deficit, Giorgetti rivendica: “La previsione per il 2025 era del 3,3% e quindi abbiamo già fatto meglio del programma che avevamo presentato in Europa. Abbiamo sovraperformato, come al solito”. Tuttavia, sale l’indebitamento netto della PA: per il 2026 passa da 2,8 a 2,9%, per il 2027 dal 2,6 al 2,8% e per il 2028 dal 2,3 al 2,5%. Anche il tasso di crescita della spesa netta peggiora nel 2025, passando da 1,3 a 1,9%.

NUCLEARE E SOVRANITÀ ECONOMICA

Infine, il Ministro ribadisce la linea sul nucleare: “La scelta del Governo è chiarissima, è una questione di sovranità e sicurezza nazionale. Se non hai sicurezza economica, non hai sicurezza nazionale tout court”. Un monito che arriva in una fase di forte incertezza dove “una stretta di politica monetaria innescherebbe un circolo vizioso a danno di imprese e famiglie”.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)