Il presidente della Repubblica potrebbe non firmare il decreto
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Durante l’esame parlamentare è stata introdotta nel decreto sicurezza una norma controversa che prevede un compenso economico (stimato in 615 euro) per gli avvocati che assistono migranti e favoriscono il loro rimpatrio volontario. Il contributo sarà pagato solo dopo l’effettiva partenza della persona.
La misura è stata fortemente criticata dall’opposizione e dalle associazioni forensi per violazione dei principi di indipendenza dell’avvocato e della deontologia professionale. Nelle ultime ore sono filtrati indiscrezioni di stampa sulle perplessità del Quirinale, che potrebbe persino decidere di non firmare la legge. Il decreto deve essere convertito entro il 25 aprile pena la decadenza. Sergio Mattarella, secondo quanto filtra, starebbe aspettando che dal Parlamento arrivi una soluzione all’impasse.