Dl Sicurezza, è polemica. L’Associazione nazionale forense contro i compensi per rimpatri volontari dei migranti: “La Camera elimini la disposizione”
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“La più radicale contrarietà rispetto all’introduzione, nel nuovo DL sicurezza, di una disposizione che oltre a modificare la natura della prestazione professionale resa da un avvocato, ne prevede un compenso per prestare assistenza al rimpatrio volontario di migrante“. La esprime Giampaolo Di Marco, segretario generale Anf, Associazione nazionale forense. “Un’aberrazione giuridica sotto molteplici profili: civili, amministrativi e soprattutto in palese violazione dei diritti fondamentali dello Stato di diritto e delle norme deontologiche che regolano la professione forense”, prosegue il segretario Anf.
“Il legislatore pare di fatto ignorare quale sia la funzione sociale e costituzionale dell’avvocatura, nonché come la prestazione professionale possa e debba essere resa; è quindi nostro dovere ricordare che è compito di ogni avvocato tutelare i diritti soggettivi in totale indipendenza ed autonomia, non agevolare politiche governative con attività incompatibili con l’art. 24 della nostra carta costituzionale e larga parte del restante ordinamento giuridico nazionale e internazionale. A ciò si aggiunga che l’incentivo economico previsto rischia indurre i legali a far compiere ai propri assistiti scelte che non siano nel loro superiore interesse, generando altresì un potenziale conflitto di interessi”.
Anf auspica, quindi, che il passaggio alla Camera dei Deputati del DL oggi licenziato in Senato possa prevedere “l’integrale eliminazione della disposizione in esame, riservandosi in mancanza di adottare ogni forma di protesta consentita dal nostro ordinamento invitando tutta l’avvocatura istituzionale e associativa ad unirsi contro la disposizione approvata”.