Protagonista di questa edizione è Monira Al Qadiri, artista kuwaitiana nata in Senegal, formatasi in Giappone e oggi basata a Berlino
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Planeta Cultura presenta, sabato 23 maggio 2026, alla Tenuta Planeta dell’Ulmo (AG), la decima edizione di VIAGGIO IN SICILIA, progetto itinerante che da oltre vent’anni invita artisti italiani e internazionali a confrontarsi con il paesaggio, la storia e le stratificazioni culturali dell’isola, facendo della Sicilia un luogo di ricerca, attraversamento e produzione contemporanea.
L’edizione di quest’anno si inserisce nel programma Gibellina 2026 OFF, calendario di eventi collaterali promosso nell’ambito di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, ampliando la risonanza del progetto e rafforzando il dialogo tra cultura, creazione e comunità che costituisce da sempre la cifra dell’impegno di Planeta Cultura. In questo quadro si colloca anche la collaborazione con la Fondazione Merz, con cui Planeta Cultura porta avanti un percorso continuativo di ricerca e confronto.
Protagonista di questa edizione è Monira Al Qadiri, artista kuwaitiana nata in Senegal, formatasi in Giappone e oggi basata a Berlino – tra le figure più riconoscibili della scena contemporanea internazionale – che ha sviluppato una ricerca capace di intrecciare Medio Oriente e contesti globali, memoria personale e immaginari collettivi. Il suo lavoro, presentato in istituzioni e biennali internazionali in Europa, Medio Oriente e Stati Uniti, affronta temi come geopolitica, industria estrattiva, identità culturale e immaginari del petrolio, trasformando materiali e simboli in narrazioni potenti sul presente. Cresciuta in Kuwait durante la Guerra del Golfo, l’artista ha costruito una pratica in cui biografia, storia collettiva e paesaggio si fondono, restituendo una riflessione visiva di forte impatto sul rapporto tra risorse, potere e trasformazione.
Selezionata da Valentina Bruschi, Beatrice Merz e Vito Planeta, l’artista presenta Geologie del tempo / Geologies of Time, progetto a cura di Valentina Bruschi e Vito Planeta, nato dalla residenza nomade svoltasi nell’ottobre 2025, nel periodo della vendemmia: un attraversamento dell’isola concepito come immersione nel tempo profondo, nelle sue memorie geologiche e culturali e nelle trasformazioni che ne hanno modellato l’identità.
Durante il viaggio, Al Qadiri è stata accompagnata dalla fotografa Federica Iannuzzi, che ha documentato passo dopo passo l’esperienza, restituendo attraverso le immagini un percorso fatto di scoperte, incontri e rivelazioni. Per oltre una settimana, il suo sguardo ha affiancato quello dell’artista tra siti archeologici e paesaggi emblematici — da Selinunte a Enna, dal Cretto di Burri a Gibellina all’Etna, da Noto a Palermo — in dialogo con luoghi come Palazzo dei Normanni, Palazzo Chiaromonte Steri e le collezioni paleontologiche del Museo Gemmellaro.
Dal confronto con rovine, archivi naturali e narrazioni scientifiche prende forma il percorso che conduce all’opera site-specific presentata all’Ulmo, esito di un’esperienza di osservazione e relazione diretta con l’isola, che ha profondamente segnato la ricerca dell’artista.