Idrosadenite suppurativa, con povorcitinib ottime risposte


Il trattamento con povorcitinib dell’idrosadenite suppurativa moderata-grave ha evidenziato miglioramenti sostenuti fino a un anno su lesioni infiammatorie, dolore e qualità di vita

idrosadenite suppurativa recalcitrante

Il trattamento con povorcitinib dell’idrosadenite suppurativa moderata-grave ha evidenziato miglioramenti sostenuti fino a un anno su lesioni infiammatorie, dolore e qualità di vita, come riportato dai risultati del programma registrativo STOP-HS annunciati da Incyte e presentati al congresso 2026 dell’American Academy of Dermatology (AAD).

Povorcitinib è un inibitore orale altamente selettivo della Janus chinasi 1 (JAK), progettato per modulare in modo mirato la cascata infiammatoria mediata dal percorso JAK/STAT, ritenuto centrale nella patogenesi dell’idrosadenite suppurativa (HS). L’inibizione selettiva di JAK1 consente di interferire con i segnali chiave dell’infiammazione cutanea senza il blocco indiscriminato di altre isoforme JAK, con l’obiettivo di ottenere un equilibrio tra efficacia clinica e tollerabilità a lungo termine.

Disegno degli studi STOP-HS
Il programma clinico di fase 3 STOP-HS comprende due studi registrativi, STOP-HS1 e STOP-HS2, randomizzati, in doppio cieco e controllati con placebo, ciascuno dei quali ha arruolato circa 600 pazienti adulti con HS da moderata a grave. I criteri di inclusione richiedevano malattia attiva con almeno cinque lesioni infiammatorie, coinvolgimento di almeno due aree anatomiche e risposta inadeguata alle terapie sistemiche convenzionali.

Entrambi gli studi prevedevano una fase iniziale di 12 settimane in doppio cieco seguita da un’estensione di 42 settimane, per un totale di 54 settimane di osservazione. L’endpoint primario era una riduzione ≥50% dell’Hidradenitis Suppurativa Clinical Response (HiSCR50 ) senza aumento di ascessi o tunnel drenanti, mentre tra i secondari figuravano la risposta HiSCR75, il dolore cutaneo e la qualità di vita.

Efficacia precoce che si mantiene fino a 54 settimane
Entrambi gli studi STOP-HS1 e STOP-HS2 hanno raggiunto l’endpoint primario HiSCR50 alla settimana 12, dimostrando la superiorità di povorcitinib rispetto al placebo sia alla dose di 45 mg sia a quella di 75 mg.

Durante il periodo di estensione fino alla settimana 54, i benefici clinici si sono non solo mantenuti ma ulteriormente consolidati. In entrambi gli studi, fino al 71,4% dei pazienti ha raggiunto la risposta HiSCR50, indicando una risposta sostenuta nella maggioranza dei soggetti trattati. Riguardo alle risposte più stringenti, fino al 57% dei partecipanti ha raggiunto la risposta HiSCR75 e fino al 29% la risposta HiSCR100 (risoluzione completa delle lesioni).

Impatto su tutti i domini clinici della malattia
Povorcitinib ha dimostrato un effetto consistente su tutte le componenti lesionali dell’HS, incluse le tre categorie principali: ascessi (A), noduli infiammatori (N) e tunnel drenanti (dt). Alla settimana 54, il 16,1–20,2% dei pazienti ha raggiunto la clearance completa delle lesioni infiammatorie (ANdT=0).

Parallelamente sono state osservate riduzioni sostanziali nei singoli domini: i tunnel drenanti si sono ridotti fino al 62,0% con la dose da 75 mg e fino al 57,7% con la dose da 45 mg; i noduli infiammatori fino al 63,2% e 57,0%, rispettivamente; gli ascessi fino al 63,7% e 62,9%, indicando un controllo globale dell’infiammazione e della progressione strutturale della malattia.

Miglioramenti anche degli esiti riferiti dai pazienti
Oltre agli endpoint clinici, il trattamento con povorcitinib ha determinato miglioramenti significativi nei patient-reported outcomes (PRO). Alla settimana 54, tra il 40,5% e il 46,8% dei pazienti ha riportato una riduzione clinicamente significativa del dolore cutaneo valutato tramite scala numerica.

Sono stati anche osservati miglioramenti rilevanti nella fatigue (49,0–58,0%) e nella qualità di vita, sia generale legata alla condizione cutanea (59,4–64,7%) sia specifica per l’HS (33,7–40,2%), sottolineando l’impatto multidimensionale del trattamento oltre la semplice riduzione delle lesioni.

Profilo di sicurezza coerente e gestibile
Il profilo di sicurezza a 54 settimane è risultato coerente con i dati precedenti a 24 settimane e indica una buona tollerabilità complessiva. Gli eventi avversi emergenti dal trattamento si sono verificati nel 76,2–83,4% dei pazienti, con una distribuzione simile tra le dosi. I più frequenti sono stati acne, nasofaringite e infezioni delle alte vie respiratorie, prevalentemente di grado lieve o moderato. Gli eventi avversi gravi sono risultati poco frequenti (3,7–6,4%), mentre quelli di grado superiore al 3 si sono attestati tra il 5,4% e l’8,0%.

Le interruzioni di trattamento per eventi avversi sono rimaste contenute (6,1–9,4%). Gli eventi di particolare interesse (AESI), inclusi infezioni opportunistiche, herpes zoster, eventi tromboembolici e neoplasie, sono stati rari (<2,3%). Un singolo evento cardiovascolare maggiore (MACE) è stato riportato ma ritenuto non correlato al farmaco. Il numero complessivo di eventi cardiovascolari e tromboembolici è risultato basso e in linea con quanto osservato nella popolazione con HS.