Il racconto di Sara Tognocchi, la compagna di Giacomo Bongiorni, l’uomo ucciso a Massa da un gruppo di giovani davanti al figlio di 11 anni

Sara Tognocchi è la compagna di Giacomo Bongiorni, l’uomo ucciso sabato sera in piazza Palma, a Massa, da un gruppo di giovani. Per futilissimi motivi. Davanti al figlio di 11 anni. E racconta al Corriere della Sera cosa è successo. Lei era lì. “Non è vero che Giacomo è morto perché è caduto per terra dopo un cazzotto”.
“Sabato sera eravamo usciti con alcuni amici, che c’era anche mio fratello Gabriele con suo figlio. Stavamo andando a prendere un kebab, erano da poco passate le 21.30. In piazza Palma c’era un gruppetto di giovani: erano in sei, forse sette. Hanno cominciato a lanciare bottiglie contro la vetrata del negozio e mio fratello ha detto “ma non tirate le bottiglie: ci sono le persone che possano farsi male”. Gabriele si è rivolto a questi ragazzi in maniera gentile, glielo ha detto educatamente perché nostra madre ci ha insegnato l’educazione”.
“Hanno circondato mio fratello e poi il mio compagno. Sono arrivati anche altri giovani. Hanno cominciato a colpirli. Non hanno detto nulla. Li picchiavano e basta. Mio fratello è finito per terra e hanno continuato a picchiare. Non si sono mai fermati. Pestavano Giacomo, io lo vedevo a terra e loro sopra”.
“Ero sconvolta, mi sono messa a chiedere aiuto. Ho preso il figlio del mio compagno e l’ho portato via, ho avuto paura che questi ragazzi si mettessero a picchiare anche i bambini. Poi ho continuato a chiedere aiuto, a dire che dovevano smetterla. Ma loro non hanno smesso. L’hanno pestato a morte”.
“È morto per le botte. Hanno smesso di colpirlo solo quando si sono resi conto che l’avevano ammazzato. A quel punto e solo a quel punto sono scappati. Nel frattempo sono arrivate alcune persone a capire cosa stava succedendo. Due giovani hanno iniziato a praticare il massaggio cardiaco a Giacomo. Io sono corsa da lui, gli tenevo la testa tra le mani ma dalle orecchie usciva il sangue. Suo figlio gli teneva la mano e diceva: “Babbo, alzati. Per favore alzati”. Ma non si è alzato, Giacomo è rimasto a terra”.
Fermate altre due persone
Nuovi sviluppi dell’inchiesta per la morte di Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso in una violenta aggressione da parte di un gruppo di giovani in piazza Felice Palma a Massa, altri due giovani sono stati iscritti nel registro degli indagati.
Ieri erano già state fermate altre 3 persone: un minorenne di 17 anni con l’accusa di omicidio volontario e due maggiorenni, Ionut Alexandru Miron (23 anni) ed Eduard Alin Carutasu (19 anni), entrambi di origine rumena, ritenuti responsabili di concorso in omicidio volontario. Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Massa, in collaborazione con la Procura per i minorenni di Genova.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)