Mavacamten efficace e sicuro negli adolescenti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva secondo lo studio di fase 3 SCOUT-HCM
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Sono positivi i dati dello studio di fase 3 SCOUT-HCM, che dimostrano efficacia e sicurezza di mavacamten negli adolescenti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva sintomatica (oHCM), una patologia rara ma potenzialmente grave.
I dati, presentati come late-breaking al congresso American College of Cardiology Annual Scientific Session 2026 e pubblicati contemporaneamente sul The New England Journal of Medicine, mostrano che il trial ha raggiunto l’endpoint primario, evidenziando una riduzione clinicamente significativa e statisticamente rilevante del gradiente del tratto di efflusso ventricolare sinistro (LVOT) sotto manovra di Valsalva alla settimana 28.
“La cardiomiopatia ipertrofica pediatrica è una malattia rara associata a sintomi severi e talvolta potenzialmente letali”, ha dichiarato Joseph Rossano, principal investigator dello studio. “Attualmente non esistono terapie approvate specificamente per gli adolescenti e le strategie farmacologiche derivano principalmente da dati negli adulti”.
Secondo Cristian Massacesi, Chief Medical Officer di Bristol Myers Squibb, questi risultati rafforzano il potenziale di mavacamten come primo inibitore della miosina cardiaca per questa popolazione.
Disegno dello studio
SCOUT-HCM è uno studio di fase 3 randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo che ha coinvolto adolescenti (12–<18 anni) con oHCM sintomatica in classe NYHA II–III. I pazienti sono stati assegnati in rapporto 1:1 a mavacamten o placebo, con un follow-up iniziale di 28 settimane.
L’endpoint primario era la variazione dal basale del gradiente LVOT provocato dalla manovra di Valsalva.
Risultati: riduzione marcata del gradiente LVOT
Sono stati randomizzati 44 pazienti: 23 nel gruppo mavacamten e 21 nel gruppo placebo. L’età media era di circa 14,7 anni e i valori basali del gradiente LVOT erano comparabili tra i gruppi (78,4 mmHg vs 80,8 mmHg).
Alla settimana 28:
• il gruppo mavacamten ha mostrato una riduzione media di −48,5 mmHg
• il gruppo placebo una riduzione di −0,5 mmHg
La differenza tra i gruppi è risultata pari a −48,0 mmHg (IC 95%: −67,7 a −28,3; p<0,001), confermando la robustezza dell’effetto del trattamento.
Questi risultati si accompagnano a miglioramenti clinicamente rilevanti anche negli endpoint secondari, tra cui:
• riduzione dell’ostruzione ventricolare
• miglioramento della funzione diastolica
• riduzione dello spessore ventricolare
• miglioramento della classe NYHA
Sicurezza: nessun nuovo segnale
Per quanto riguarda la sicurezza, il profilo del farmaco è risultato sovrapponibile a quello del placebo, senza l’emergere di nuovi segnali. Gli eventi avversi seri sono stati registrati in due pazienti per ciascun gruppo: nel braccio trattato con mavacamten si sono verificati episodi di sincope e uno shock inappropriato da defibrillatore impiantabile, mentre nel gruppo placebo sono stati segnalati un caso di dolore toracico e uno di depressione con ideazione suicidaria.
Durante lo studio non si sono verificati decessi né riduzioni della frazione di eiezione ventricolare sinistra al di sotto del 50%. Nel complesso, i dati confermano che il profilo di sicurezza di mavacamten negli adolescenti è coerente con quello già osservato nella popolazione adulta.
Verso un cambio di paradigma
Mavacamten, già approvato in oltre 60 Paesi per il trattamento degli adulti con oHCM, agisce riducendo l’ipercontrattilità miocardica, meccanismo chiave della malattia.
I risultati dello studio SCOUT-HCM indicano che il farmaco potrebbe rappresentare la prima terapia farmacologica mirata per adolescenti con oHCM, aprendo la strada a un cambiamento significativo nella gestione clinica di questi pazienti.
Lo studio prosegue e ulteriori dati a 56 settimane sono attesi nei prossimi mesi.