Follia e immagine dell’uomo bianco, la trasmissione orale della memoria nel saggio dell’antropologo Carlo Severi


Follia e immagine dell’uomo bianco, la trasmissione orale della memoria nel saggio dell’antropologo Carlo Severi per le Edizioni Museo Pasqualino

carlo severi

Cosa trattiene e cosa cancella la memoria di una società?

Come si preserva nel tempo quel sapere condiviso che chiamiamo tradizione?

Da queste due domande prende le mosse La memoria rituale: follia e immagine del Bianco in una tradizione sciamanica amerindiana, il nuovo saggio che l’antropologo Carlo Severi pubblica nella collana Testi e atti delle Edizioni Museo Pasqualino.

Due quesiti che lo studioso di fama internazionale analizza attraverso la lente di una società senza scrittura, nel cui ambito è quindi necessario individuare i modi e le tecniche con cui la memoria del gruppo si preserva nel tempo. L’autore prende in esame i Cuna del Panama, antica popolazione tra le più affascinanti della cultura tramandata dai nativi americani.

“Si è a lungo creduto che tali società, tutte intessute di riferimenti al mito, siano anche prive di coscienza storica. Il libro – scrive l’autore – tende a dissipare questa illusione, tramite lo studio di un’immagine che i Cuna del Panama – in una tradizione di canti rituali tra le più affascinanti dell’Ameriga indiana – tramandano dai primi del Cinquecento a oggi: quella del Bianco, che appare trasformato in demone veggente, simbolo temuto della follia. Tramite lo studio di questa immagine complessa, insieme traccia di conflitti realmente avvenuti e protagonista del Canto sciamanico della follia, emerge, oltre al mito, una figura nuova del sapere antropologico: la memoria rituale”.

Carlo Severi

È Directeur d’Etudes all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi. Membro del Laboratoire d’Anthropologie Sociale del Collège de France dal 1985, è stato Getty Scholar al Getty Institute for the History of Art and the Humanities di Los Angeles (1994-95 e 2017), Fellow del Wissenschaftskolleg di Berlino (2002-2003), e Visiting Fellow al King’s College, dell’Università di Cambridge (2012-13). Nel 2018 e 2019 ha lavorato come Richard Lehmann Visiting Professor al Center for Renaissance Studies, dell’Università di Harvard a Firenze (Villa | Tatti).

Tra i suoi libri, Naven or the Other Self, New York, 1998 (con M. Houseman), The Chimera Principle – An Anthropology of Memory and Imagination, Chicago University Press, 2015, e Capturing Imagination – A proposal for an anthropology of thought, Chicago University Press 2018.