Mondiali 2026, cresce l’attesa e anche le truffe: ne è vittima il 7% degli italiani


Secondo un’indagine di NordVPN, i tifosi sono tra i bersagli preferiti, con truffe che spaziano dalle scommesse alle finte offerte sui social, fino messaggi su WhatsApp e Telegram

Il calcio è una delle grandi passioni che uniscono gli italiani, ma è anche il terreno fertile per i truffatori onlineSecondo una nuova indagine di NordVPN, il 7% degli utenti internet italiani si è imbattuto in una truffa calcistica tra il 2024 e il 2025.

“Le truffe legate al calcio fanno leva su due fattori: emozione e urgenza”, afferma Adrianus Warmenhoven, esperto di cybersecurity di NordVPN. “Match da non perdere, biglietti introvabili, dritte sulle scommesse, streaming last minute: quando l’adrenalina sale, è facile abbassare la guardia e agire d’istinto. Ed è esattamente su questo che contano i truffatori”.

 

Come i truffatori prendono di mira i tifosi

Le truffe legate al calcio in Italia assumono forme diverse, ma alcune tattiche sono decisamente più diffuse. Tra chi ha subito tentativi di truffa, quasi la metà (47%) si è imbattuta nella vendita di biglietti falsi. Seguono le truffe legate alle scommesse (46%) e le false iscrizioni a fan club o le offerte di accesso esclusivo (32%).

Le scommesse restano il terreno di caccia preferito. Tra chi è stato preso di mira, il 26% è caduto nella trappola delle “dritte sicure”, soffiate a pagamento che promettono vincite garantite. Il 19% ha segnalato truffe legate alle partite truccate, mentre il 18% si è imbattuto in richieste di pagamenti anticipati per ottenere bonus o di prestiti su scommesse.
“Queste truffe raggiungono i tifosi dove passano già il loro tempo,” spiega Warmenhoven. “Telegram è il canale principale (38%), seguito da Instagram (36%), WhatsApp (35%) e Facebook (30%). Le truffe calcistiche non si nascondono più su siti sospetti o email spam: ormai circolano sulle piattaforme che usiamo ogni giorno.”

Perché certe truffe funzionano sempre

L’indagine rivela un dato interessante: le truffe calcistiche non fanno leva sull’ingenuità, ma sul tempismo. Non è che i tifosi non conoscano i rischi online, è che vengono colpiti nel momento sbagliato. Tra chi ha perso denaro, gli stati emotivi più frequenti erano frustrazione (38%), entusiasmo e distrazione (entrambi al 30%).

In totale, il 3% degli italiani dichiara di aver perso soldi a causa di truffe calcistiche. Tra le vittime, le perdite si aggirano di media tra i 51 € e i 100 € (36%) e tra i 101 € e i 150 € (29%). Ancora più preoccupante: il 61% delle vittime è stato ingannato più di una volta. Segno che, una volta individuato un bersaglio vulnerabile, i truffatori tornano a colpire.

Lo schema non è nuovo. Durante i Mondiali 2022 in Qatar, seguiti dal 62% degli utenti internet italiani, il 6% si era già imbattuto in truffe simili: scommesse truccate e biglietti falsi, con perdite fino a 50 €. “La storia si ripete. Ogni grande evento calcistico porta con sé una nuova ondata di truffe, eppure i tifosi continuano a cascarci. I truffatori cambiano logo, aggiornano il nome del torneo e ripropongono lo stesso copione, che funziona, ogni volta”, dichiara Warmenhoven.

Sapere cosa fare non basta: il divario tra teoria e pratica

L’indagine evidenzia un paradosso: gli italiani conoscono i rischi online, ma spesso non agiscono di conseguenza. L’88% dichiara di usare almeno uno strumento di protezione, ma nella maggior parte dei casi si tratta dell’antivirus (46%). L’autenticazione a due fattori, considerata una delle difese più efficaci, è adottata solo da un utente su tre (32%). I password manager, altrettanto utili, si fermano al 16%. Strumenti noti, consigliati ovunque, eppure ancora poco diffusi.

Per i tifosi, secondo Adrianus Warmenhoven, le difese più efficaci sono spesso le più semplici: affidarsi solo a piattaforme ufficiali per streaming, scommesse e biglietti, ignorare le “dritte sicure” e le offerte urgenti che circolano sui social, considerare gli streaming illegali un rischio per la sicurezza e non solo un’alternativa gratuita, e usare una VPN per proteggere la connessione.

agnesepriorelli

Giornalista