FIGC: Gravina si è dimesso, il 22 giugno si vota per il nuovo presidente


Dopo il disastro-Mondiale ha rassegnato le dimissioni durante il vertice con i presidenti delle componenti del consiglio federale

Gravina, ex numero uno della Lega Pro, è stato eletto al primo scrutinio con il 97,20% dei voti: "Serve unità perché ce lo chiede la maglia azzurra, che dobbiamo onorare, ce lo chiede il calcio e tutto il Paese"
Gabriele Gravina

Dopo la sconfitta in Bosnia dell’Italia e la conseguente mancata qualificazione – per la terza volta – ai Mondiali di calcio, il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, si è dimesso dal suo incarico. Il suo passo indietro era stato chiesto ieri dal ministro Abodi e da un’interrogazione firmata da 40 senatori bipartisan e depositata a Palazzo Madama.

“Si è svolto oggi presso la sede della FIGC a Roma l’incontro tra il presidente Gabriele Gravina e i presidenti delle componenti federali. A inizio lavori, Gravina ha informato i massimi rappresentanti del calcio italiano di aver rassegnato le dimissioni dall’incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto a indire l’Assemblea Straordinaria Elettiva della FIGC per il prossimo 22 giugno a Roma. La data è stata individuata nel pieno rispetto dello Statuto federale e per garantire alla nuova governance l’espletamento della procedura d’iscrizione ai prossimi campionati professionistici” scrivono in una nota della Figc.

Durante la riunione, inoltre, Gravina ha ringraziato le componenti per aver rinnovato, in forma pubblica e privata, la vicinanza e il sostegno alla sua persona e ha informato i presidenti di essersi reso volentieri disponibile a intervenire in audizione il prossimo 8 aprile (ore 11) in VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati per relazionare sullo stato di salute del calcio italiano.

“Sarà in quella sede che il presidente Gravina esporrà, nella maniera più compiuta ed esaustiva possibile, una relazione sui punti di forza e di debolezza del movimento, toccando anche alcuni dei temi già affrontati nella conferenza stampa svoltasi dopo la gara della Nazionale giocata a Zenica lo scorso martedì 31 marzo. Gravina si è detto rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensì erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne ed esterne” concludono.

agnesepriorelli

Giornalista