Il rapporto neutrofili/linfociti (NLR) e il rapporto piastrine/linfociti (PLR), risultano più elevati nei pazienti durante un attacco acuto di gotta rispetto ai controlli sani
![]()
Il rapporto neutrofili/linfociti (NLR) e il rapporto piastrine/linfociti (PLR), risultano più elevati nei pazienti durante un attacco acuto di gotta rispetto ai controlli sani. Questo il responso di una revisione sistematica della letteratura, con annessa metanalisi, pubblicata su Therapeutic Advances in Musculoskeletal Disease. In attesa di conferme da studi prospettici, la metanalisi suggerisce come due marker semplici e a basso costo potrebbero aiutare ad inquadrare l’attività infiammatoria nella gotta.
Razionale e obiettivi studio
La gotta è una malattia infiammatoria scatenata dalla deposizione di cristalli di urato monosodico, che attivano l’immunità innata e determinano episodi acuti molto dolorosi e spesso recidivanti.
Nella pratica clinica, i marker tradizionali (come PCR e VES) possono non essere sempre dirimenti e le singole conte cellulari dell’emocromo sono influenzabili da vari fattori.
Di qui l’interesse per indici compositi come NLR e PLR, potenzialmente più informativi per cogliere lo “stato infiammatorio” associato all’attacco acuto.
L’obiettivo dello studio è stato quello di sintetizzare le evidenze disponibili sull’argomento -mettendo a confronto NLR e PLR in pazienti con gotta acuta e controlli sani – e di stimare l’associazione complessiva con l’attacco gottoso.
Disegno dello studio
E’ stata condotta, in primis, una revisione sistematica della letteratura basata sulla consultazione dei principali database bibliografici biomedici (PubMed, Web of Science, Embase, Cochrane, CNKI e Wanfang) fino a gennaio 2025. Sono stati inclusi studi con confronto tra pazienti con gotta acuta e controlli sani e con dati utilizzabili per NLR e/o PLR.
La qualità metodologica è stata valutata con la Newcastle-Ottawa Scale, con punteggi compresi tra 7 e 9. Le stime sono state sintetizzate come differenza media standardizzata (SMD) con intervalli di confidenza al 95%, usando modelli ad effetti casuali in presenza di eterogeneità; sono state condotte, inoltre, analisi di sensibilità e per sottogruppi.
Risultati principali
Studi inclusi
La ricerca di letteratura ha portato all’identificazione di 179 studi. Dopo screening e valutazione del full text, sono stati inclusi nella metanalisi successiva 8 articoli, da cui sono stati estratti 13 gruppi di confronto.
NLR: significativamente più alto nella gotta acuta.
Per NLR sono stati analizzati 8 gruppi di confronto. Nei pazienti con gotta acuta, NLR era significativamente più elevato rispetto ai controlli sani, con SMD 0,75 (IC 95% 0,48–1,03; p<0,00001) e un’eterogeneità elevata (I²=90%).
PLR: associazione significativa ed eterogeneità elevata
Per PLR sono stati inclusi 5 gruppi di confronto. Anche PLR era più elevato nella gotta acuta rispetto ai controlli, con SMD pari a 0,53 (IC 95%: 0,18-0,88; p=0,0002) e I²=89%.
Eterogeneità, sensibilità e sottogruppi
Le analisi di sensibilità hanno mostrato che, rimuovendo uno studio alla volta, l’associazione complessiva di NLR e PLR con la gotta acuta rimaneva significativa. Le analisi per sottogruppi (ad esempio per area geografica e caratteristiche dei campioni) non hanno eliminano del tutto l’eterogeneità, che rimane un elemento centrale nell’interpretazione dei risultati aggregati.
Implicazioni cliniche
In termini pratici, la review suggerisce che NLR e PLR, calcolabili da un emocromo standard, possono offrire un’informazione aggiuntiva sul profilo infiammatorio durante un attacco di gotta e potrebbero affiancare la valutazione clinica e laboratoristica nei contesti in cui i marker tradizionali non sono risolutivi.
Il valore potenziale è soprattutto organizzativo e “di triage”: avere indici prontamente disponibili potrebbe aiutare a riconoscere o supportare il sospetto di attività infiammatoria acuta, senza però sostituire criteri clinici, diagnostica differenziale e conferma etiologica.
Tra i limiti metodologici dello studio si segnalano il numero ridotto di studi inclusi nella metanalisi, in parte eterogenei per setting, caratteristiche dei pazienti e modalità di raccolta dei dati, con livelli elevati di eterogeneità statistica.
Inoltre, la natura prevalentemente osservazionale delle evidenze disponibili limita qualsiasi inferenza causale e rende necessaria la conduzione di studi prospettici che valutino questi indici come predittori “reali” di attacco e non solo come marker associati ad un evento già in corso.
Bibliografia
Guan Z et al. Association between immune-inflammation index and the risk of gout attack: a systematic review and meta-analysis. Ther Adv Musculoskelet Dis. Published online February 3, 2026. doi:10.1177/1759720X251414413
Leggi