La 55 enne toscana era affetta da sclerosi multipla e le era impedito ogni movimento. Il suo testamento: “Mai più attese di due anni per un diritto che già ci appartiene”
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Libera, la 55enne toscana affetta da sclerosi multipla, è morta oggi a casa sua, dopo l’autosomministrazione del farmaco letale tramite il dispositivo con comando oculare realizzato dal Cnr. Superando, così, l’ostacolo della tetraparesi spastica del corpo che le impediva qualsiasi movimento.
“LA MIA BATTAGLIA NON SIA VANA”
Si tratta della 14esima persona in Italia ad aver avuto accesso al suicidio medicalmente assistito e la seconda in Toscana seguita dall’Associazione Luca Coscioni. “Spero, con tutta me stessa, che nessuno debba più aspettare due anni per poter esercitare un diritto che gli appartiene già”, ha detto ‘Libera’ nel messaggio affidato all’associazione. “Nessuno dovrebbe essere costretto a lottare così a lungo per ciò che dovrebbe essere garantito. La mia battaglia è stata dura, ma desidero credere che non sia stata vana. Se servirà ad aprire anche solo una strada, ad accorciare anche solo un’attesa, allora avrà avuto senso. Ringrazio profondamente l’Associazione Luca Coscioni, che mi ha dato voce e strumenti per vedere riconosciuto questo diritto. E ringrazio, con sincera gratitudine, il mio medico, Paolo Malacarne“. Questa “non è solo la mia storia. È una richiesta di dignità, che spero un giorno non debba più essere conquistata, ma semplicemente rispettata”.
“A ‘Libera’ va il nostro grazie per aver lottato non solo per sé, ma per tutte le persone nelle sue condizioni, contribuendo ad aprire una strada che potrà essere percorsa anche da altri. In questo momento il nostro pensiero e la nostra vicinanza vanno alla sua famiglia e a tutte le persone che le sono state accanto”, sottolineano Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente segretaria nazionale e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)