Asma: con agonisti GLP-1 ridotte riacutizzazioni in pazienti non diabetici e obesi


Nuove evidenze scientifiche sull’asma: agonisti GLP-1 associati a meno riacutizzazioni nei pazienti non diabetici e obesi

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Nei pazienti con asma senza diabete, l’esposizione agli agonisti del recettore GLP-1 si associa ad un rischio significativamente più basso di riacutizzazione in presenza di sovrappeso, obesità e obesità severa. Questi i risultati di uno studio presentato al congresso annuale dell’American Academy of Allergy, Asthma & Immunology, che suggerisce come questi farmaci potrebbero offrire un beneficio respiratorio che va oltre il controllo glicemico, aprendo una possibile nuova strada terapeutica nell’asma associato all’eccesso ponderale.

Razionale e obiettivi studio
L’asma associato a sovrappeso e obesità rappresenta un fenotipo clinicamente complesso, spesso più difficile da controllare e con meno opzioni efficaci. Negli ultimi anni sono emersi segnali secondo cui gli agonisti del recettore GLP-1 potrebbero migliorare gli outcome respiratori, ma i dati disponibili provenivano soprattutto da popolazioni con diabete.

Per questo motivo, gli autori del nuovo studio hanno voluto capire se il potenziale beneficio potesse estendersi anche ai pazienti senza diabete, in particolare a quelli con asma e obesità.

Disegno dello studio
Lo studio è un’analisi retrospettiva real world condotta utilizzando il network collaborativo globale TriNetX. I ricercatori hanno identificato pazienti con asma senza diabete suddividendoli in tre classi di BMI: sovrappeso, con BMI compreso tra 25 e 29,99 kg/m²; obesità, con BMI tra 30 e 40 kg/m²; e obesità severa, con BMI pari o superiore a 40 kg/m².

L’obiettivo era confrontare il rischio di riacutizzazione tra pazienti esposti ad un agonista del recettore GLP-1 e controlli non esposti.
Il matching dei dati dei pazienti mediante propensity score ha prodotto tre coorti bilanciate: 710 pazienti nel gruppo sovrappeso, 1.515 nel gruppo obesità e 1.249 nel gruppo obesità severa. Il confronto è stato condotto su un follow-up di tre anni.

Risultati principali
Riduzione del rischio nel sovrappeso
Nei pazienti con sovrappeso, l’esposizione ad un agonista del recettore GLP-1 agonista si è associata ad un rischio significativamente più basso di riacutizzazione asmatica rispetto ai non esposti. La riduzione assoluta del rischio è stata del 14,6%, con un risk ratio pari a 0,748.

Beneficio confermato nell’obesità
Lo stesso andamento è emerso nei pazienti con obesità. In questa coorte, il rischio di riacutizzazione è risultato significativamente ridotto del 12,2% nei pazienti esposti ai GLP-1 agonisti rispetto ai controlli, con un risk ratio par ai 0,79.

Segnale mantenuto anche nell’obesità severa
Anche nei pazienti con obesità severa, l’esposizione agli agonisti del recettore GLP-1 è risultata associata ad un rischio più basso di riacutizzazioni. In questo gruppo la differenza di rischio è stata del 13,3%, con un risk ratio pari a 0,78. La costanza del segnale attraverso le tre classi di BMI rappresenta uno degli aspetti più rilevanti del lavoro.

Un effetto coerente nelle diverse classi di BMI
Secondo gli autori, l’elemento più sorprendente è stata proprio la coerenza della riduzione delle riacutizzazioni in tutte le categorie di peso analizzate. Il dato rafforza l’ipotesi che gli agonisti del recettore GLP-1 possano avere effetti favorevoli sull’asma che non dipendono esclusivamente dal diabete, e forse neppure solo dalla perdita di peso.

Implicazioni cliniche e limiti dello studio
Il messaggio clinico dello studio è che gli agonisti del recettore GLP-1 potrebbero diventare, in prospettiva, una nuova opzione di interesse nei pazienti con asma associata a obesità anche in assenza di diabete. I risultati non cambiano la pratica nell’immediato, ma suggeriscono che questa classe farmacologica meriti di essere studiata come possibile strumento per ridurre il rischio di riacutizzazioni in un sottogruppo di pazienti spesso difficile da trattare.

Tra i limiti dello studio si segnala il  disegno osservazionale retrospettivo basato su database real world; quindi lo studio non può dimostrare l’esistenza di un rapporto causa-effetto.
Inoltre, anche se il matching basato sul propensity score riduce i bias, questonon elimina del tutto il rischio di permanenza di fattori di confondimento residuo.

Sono necessari, pertanto, studi prospettici e randomizzati che misurino direttamente funzione respiratoria, infiammazione e variazioni di peso, per chiarire meglio in che modo i GLP-1 agonisti possano migliorare gli outcome dell’asma.

Bibliografia
Patel R et al. Association between Glucagon-Like Peptide-1 Receptor Agonists and Asthma Exacerbations in Non-Diabetic Patients with Obesity: Cohort Study. JACI 2026; Volume 157, Issue 2, Supplement, February 2026
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