Iran avverte: “Se colpite il Golfo non avremo più freni”. Usa consiglia di evitare i porti iraniani


Al tredicesimo giorno di guerra in Medio Oriente, ancora non si intravedono segnali di de-escalation. In Libano, Tel Aviv pronta “a vasta operazione contro Hezbollah”

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Raid di Israele in Iran e Libano

L’esercito statunitense ha diramato una nota in cui avverte la popolazione iraniana di evitare i porti del Paese sul Golfo, lasciando intendere che potrebbero essere colpiti. Le forze armate iraniane hanno minacciato di reagire attaccando i porti del Medio Oriente.

 Una vasta esplosione starebbe stata registrata nel sito nucleare iraniano di Fordow, nel nordest del Paese. A riferirlo per il momento è l’emittente pubblica Kan, facendo riferimento a un report dell’Arabia Saudita.

Il Jerusalem Post invece, citando un post su X dell’esercito israeliano, riferisce che sarebbe stato colpito il sito di Parchin-Taleghan, non lontano da Teheran. Secondo le autorità di Tel Aviv, l’Iran vi avrebbe condotto ricerche ed esperimenti per sviluppare il proprio programma di armamento nucleare. Sul canale Telegram l’esercito aggiunge che gli attacchi condotti ai siti nella precedente guerra di giugno, durata dodici giorni, hanno “significamente” compromesso l’avanzamento di tale programma. Dalle autorità iraniane al momento non ci sono riscontri.

TEHERAN: “SE COLPITE ISOLE NEL GOLFO, VIA OGNI FRENO”

Se Stati Uniti e Israele colpiranno le sue isole nel Golfo, l’Iran “abbandonerà ogni freno”: lo ha dichiarato il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf in un post su X. Ghalibaf non ha specificato se ci siano isole “più sensibili” di altre ma potrebbe trattarsi di quella di Kharg, polo petrolifero italiano. Di questa località ha scritto l’agenzia statunitense Axios citando fonti informate secondo cui gli Stati Uniti starebbero valutando un raid proprio su Kharg.

LIBANO, ISRAELE: PRONTI A VASTA OPERAZIONE CONTRO HEZBOLLAH

L’esercito israeliano deve “tenersi pronto a espandere” il suo intervento armato in Libano: è quanto ha annunciato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz in un video messaggio. Il capo della Difesa ha spiegato: “Il primo ministro Benjamin Netanyahu e io abbiamo dato istruzioni all’esercito israeliano di prepararsi a espandere le sue operazioni in Libano”, aggiungendo: “Ho avvertito il presidente libanese che se il suo governo non riuscirà a controllare il territorio e a impedire a Hezbollah di minacciare le comunità del nord (di Israele, ndr) e di aprire il fuoco su Israele, prenderemo i territori e lo faremo noi stessi“.

Oltre all’aviazione, l’esercito ha già iniziato a invadere dei territori per creare una “zona cuscinetto”.
Dalla ripresa delle ostilità tra l’esercito israeliano e il movimento politico-militare filo-iraniano, quasi 600 persone hanno perso la vita negli attacchi nel sud e contro i sobborghi meridionali della capitale. Ieri le autorità di Beirut hanno aggiornato a 816mila il numero delle persone che ha perso la propria casa o ha dovuto lasciarla in seguito agli ordini di evacuazione emessi da Israele. Di questi, solo 126mila trovano posto nei 589 centri di accoglienza gestiti dalle autorità insieme alle organizzazioni umanitarie.

CONSIGLIO SICUREZZA ONU CONDANNA “ATROCI ATTACCHI” DI TEHERAN

Al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite con 13 voti a favore e due astensioni – Russia e Cina – è stata adottata una risoluzione di condanna sugli “attacchi atroci” dell’Iran contro i suoi vicini regionali – Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania – condotti su “aree residenziali e obiettivi civili”. La risoluzione dunque domanda la loro “immediata cessazione”, insieme alla fine da parte di Teheran delle “minacce, provocazioni e azioni volte a interferire con il commercio marittimo, nonché al sostegno ai gruppi per procura in tutta la regione”. Ribadito, infine, “fermo sostegno alla sovranità, all’integrità territoriale e all’indipendenza politica di questi paesi”. Soddisfazione è stata espressa dai diplomatici di Stati Uniti – che ha lodato la capacità di Paesi spesso divisi di ritrovare una linea comune contro “l’Iran che spara in tutte le direzioni” – e poi da Francia, Danimarca, Regno Unito, Grecia, Colombia, Panama, Liberia – anche a nome di Repubblica democratica del Congo e Somalia. L’ambasciatore del Bahrein all’Onu, Jamal Fares Alrowaiei, sottolineando che la risoluzione ha ottenuto sostegno da 140 Paesi membri dell’Onu, ha tenuto ad aggiungere che la regione del Golfo è “un pilastro della sicurezza globale, del commercio e della stabilità economica” e che quindi proteggere il Medio Oriente “è nell’interesse di tutto il mondo”.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)