Legambiente: “Il cambiamento climatico mette a rischio le future Olimpiadi invernali”


Quasi una sede olimpica su due, da qui a 30 anni, non sarà più “affidabile” a livello climatico

cannoni di neve

Il futuro dei grandi eventi invernali a partire dalle Olimpiadi è a rischio. È un altro campanello d’allarme che arriva dal report Nevediversa di Legambiente, presentato a Milano.

A rischio, perchè? Perchè, dice Legambiente, “in meno di trent’anni, secondo gli ultimi studi scientifici, si perderà l’affidabilità climatica del 44% delle sedi olimpiche. Il dato più critico riguarda i Giochi Paralimpici: programmati solitamente a marzo, vedranno sparire il 76% delle sedi idonee: solo 22 su 93 rimarranno utilizzabili“.

Per Legambiente è “chiaro che questi eventi rappresentano ormai un modello in cui le gare dipendono pressoché da infrastrutture artificiali, in un ambiente montano sempre più fragile e imprevedibile. Il bilancio delle stesse Olimpiadi Milano Cortina 2026 non è dei migliori: tra ritardi, costi elevati, opere faraoniche, mancate promosse, un lascito pieno di perplessità” su cui l’associazione ritiene “fondamentale aprire un confronto e una discussione che coinvolga tutti i soggetti interessati, dalle comunità locali, le associazioni e le organizzazioni di categoria fino agli enti regionali e nazionali per una valutazione finale condivisa e utile per un futuro che prenda atto della crisi climatica“.

Legambiente ricorda che sulle Alpi, stando ai dati Eurac Research, la stagione nevosa dura oggi 22-34 giorni in meno rispetto a 50 anni fa, con una contrazione di 10-20 giorni del periodo di copertura tra il 1982 e il 2020. Inoltre, si registra un calo superiore al 30% sia della profondità del manto nevoso sia dello Swe (Snow Water Equivalent), ovvero la quantità d’acqua immagazzinata nella neve e quindi la reale riserva idrica stagionale.

Sugli Appennini la presenza di neve è sempre più instabile. Anche i dati sul turismo della neve sono col segno meno, complice il rincaro dei prezzi: l’Osservatorio Italiano del Turismo Montano (JFC), ha stimato per la stagione 2025-2026 un calo del 14,5% del numero degli sciatori giornalieri e una flessione del 3,9% del numero degli italiani che soggiornano su Alpi e Appennini, anche se restano comunque tanti, per un volume economico che supera i 12 miliardi di euro, di cui circa 6 miliardi nel settore dell’ospitalità. Dice Vanda Bonardo, responsabile Alpi Legambiente: “Anche le Olimpiadi invernali soffrono sempre di più la crisi climatica, occorre ripensare il loro modello di gestione“.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)