“Sorgente di vita”, accoglie le voci di due donne iraniane, Fariba Karimi e Rayhane Tabrizi, attiviste che da anni denunciano i soprusi e le violenze della Repubblica Islamica
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Nel giorno dedicato alla Donna, domenica 8 marzo alle 7.00 su Rai 3, il programma di vita e cultura ebraica prodotto da Rai Cultura e curato dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane “Sorgente di vita”, accoglie le voci di due donne iraniane, Fariba Karimi e Rayhane Tabrizi, attiviste che da anni denunciano i soprusi e le violenze della Repubblica Islamica. In un momento cruciale, dopo gli attacchi di Israele e Stati Uniti in cui è stato ucciso l’Ayatollah Khamenei, riflettono su quanto sta accadendo, tra paura e speranza, insieme a Linda Laura Sabbadini, esperta di studi di genere.
In solidarietà con il popolo iraniano, l’associazione Setteottobre, presieduta da Stefano Parisi, ha organizzato una manifestazione a Roma, in Piazza Santi Apostoli, insieme ad associazioni iraniane e a cui ha aderito anche l’Unione Comunità Ebraiche Italiane, per dire “no” al regime degli Ayatollah.
E poi, una lettura tutta al femminile di Purim, la “festa delle sorti”. Una vicenda antichissima, che si svolge nella Persia di 2500 anni fa, ricca di personaggi, eventi e simboli: un complotto, un gioco di nascondimenti e rivelazioni, un ripudio e un’incoronazione, una condanna a morte e un editto che parla di vita. Al centro la figura eroica della regina Ester, narrata nel rotolo della Meghillà, il libro che si legge tradizionalmente a Purim.
Infine, Guido, Emma e i figli Alberto e Paolo Dalla Volta: una famiglia ebraica travolta dagli orrori del Novecento, dalle leggi antiebraiche, dalle deportazioni. Nel 1938 Guido, fascista della prima ora, tenta invano di sfuggire alle Leggi razziali col battesimo di tutto il nucleo familiare, nella speranza di salvarsi dalle discriminazioni. Ma non servirà: Guido sarà deportato ad Auschwitz insieme al figlio Alberto, l’Alberto amico di Primo Levi, che lo ricorda in alcuni passi di “Se questo è un uomo”. Con una lunga ricerca storico-archivistica, il nipote Guido Dalla Volta ricostruisce la vicenda nel libro “Vita da ariani”.