Alessandro Politi pubblica “Cento tecniche segrete del giornalista investigativo”


Alessandro Politi pubblica “Cento tecniche segrete del giornalista investigativo”. Prefazione di Gianluigi Nuzzi; Postfazione di Alfonso Sabella (OLIGO). Dal 27 marzo

alessandro politi

Questo libro nasce dall’esperienza maturata tra la strada, le redazioni e i corridoi delle procure. È il risultato di anni di lavoro nella carta stampata e in televisione, di inchieste sotto copertura per Le Iene e di centinaia di servizi per la Rai. Si fonda su una formazione rigorosa che intreccia psicologia della comunicazione, neuroscienze cognitive, linguaggio non verbale, diritto applicato alle tecniche di interrogatorio forense, criminologia e criminalistica. Da questo percorso prendono forma le cento tecniche raccolte nel volume. Non trucchi né strumenti di manipolazione, ma un metodo deontologico strutturato, un sistema di principi e pratiche pensato per esercitare il giornalismo investigativo nel rispetto dell’etica e della responsabilità professionale. «L’inchiesta non è istinto, non è spettacolo, non è improvvisazione. È metodo, studio, disciplina. E senza metodo la verità diventa solo un’opinione» afferma Alessandro Politi. L’intervista rappresenta il momento decisivo della costruzione della notizia: da un lato chi sa o sostiene di sapere, dall’altro il cronista che agisce nell’interesse della collettività e cerca elementi utili a ricomporre i fatti. L’esperienza richiede competenze che vanno oltre la tecnica giornalistica: capacità di ascolto, lettura delle emozioni, gestione del tempo e del contesto.«Il giornalismo investigativo è un servizio pubblico prima ancora che una professione. Quando rinuncia alla profondità e alla competenza, abdica alla propria funzione democratica e tradisce il diritto dei cittadini a una verità fondata sui fatti» aggiunge Politi.

Dalla Prefazione di Gianluigi Nuzzi:
«L’intervista è il cuore del giornalismo investigativo, è il momento incandescente di creazione della notizia dove da una parte una persona sa o millanta di sapere e dall’altra una persona, ovvero il giornalista, diventa portatore dell’interesse superiore della pubblica informazione e cerca elementi, frammenti di elementi per ricomporre il quadro della verità di un evento. Il giornalista abile, esperto, non è solo un giornalista ma colui che prima è psicologo, psichiatra, consigliere, avvocato, parente, confidente, amico, sostegno in un gioco delle parti tali da portare il massimo delle informazioni, delle emozioni tenute dentro e schiuse grazie alle domande giuste, nei tempi giusti, nel luogo giusto, al momento giusto. Ecco, il problema in fondo è proprio questo: il giusto».

Alessandro Politi, nato a Milano nel 1988, è tra le giovani voci più note del giornalismo investigativo italiano. Laureato in Giurisprudenza, ha conseguito lauree magistrali in Psicologia cognitivo comportamentale, Neuroscienze cognitive e Scienze pedagogiche, una laurea in Scienze criminologiche forensi e investigative, un master universitario di secondo livello in Scienze criminologiche e forensi ed un master universitario in balistica forense e analisi della scena del crimine. È autore del primo manuale italiano di giornalismo investigativo, pubblicato dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti e dalla Fondazione Murialdi, e dirige i laboratori universitari di giornalismo investigativo presso l’Università degli Studi di Milano e l’Università dell’Insubria di Varese. Ha collaborato con importanti testate e programmi televisivi nazionali. Per Rai 1 dal 2024 è autore e conduttore della rubrica Unomattina Crime e nel 2026 è inviato per 1mattina News, Storie Italiane e Storie di Sera.