In libreria “Blu e sale” di Giacomo Pilati


“Blu e sale. Un’educazione siciliana” di Giacomo Pilati. Dalla strage di Pizzolungo a Mauro Rostagno: la storia d’Italia nel cuore di un bambino (Bibliotheka)

giacomo pilati

Un romanzo civile e personale. In mezzo, l’infanzia felice e consapevole, come solo i bambini sanno viverla. A fare da controcanto, il terremoto del Belice, il rapimento di Aldo Moro, la strage di Pizzolungo, l’omicidio del giudice Ciaccio Montalto. Un’educazione siciliana, fatta di luci che tolgono il fiato, di tufo e di sale impastati dal vento di grecale, ma anche di borghesia mafiosa, di complicità inconfessabili, di connivenze e ritardi delle istituzioni. Sullo sfondo, la figura, grandiosa e tragica, di Mauro Rostagno, ucciso per aver fatto luce su ciò che non doveva essere svelato. Qui, in quest’isola che diventa specchio del nostro Paese, Giacomo Pilati ci regala un romanzo che unisce memorie personali e storia d’Italia, scandendo la narrazione in tranche che rimandano ad un gioco antico: dire (i racconti), fare (le azioni), baciare (i sentimenti), lettera (le letture), testamento (la memoria). Un gioco che porta verso l’unico approdo possibile: ammettere chi siamo e riconoscere che i testimoni sono più importanti dei maestri.

Incipit. Il bambino con la frangetta di lato, i calzoni corti, la maglietta bianca, le scarpe blu occhio di bue, mi guarda di sbieco, seduto sull’auto rossa di latta coi pedali. Continua a chiedermi se oggi sono diventato davvero ciò che volevo. Pensavo che bastasse nutrirlo con la memoria, le parole, l’amore, per sdebitarmi della sua struggente nostalgia. E invece lui che fa? Mi sfida, irriconoscente, con questa stupida, odiosa domanda: «Sei diventato ciò che volevi?». E io, una risposta non ce l’ho. Mi dà fastidio dirglielo.  E poi anche da grandi si possono avere sogni bellis­simi, no? E glielo dico. Con gioia glielo dico. Lui stacca lo sguardo. Esce dall’auto. Si aggiusta la frangetta. Mi tende le braccia. E cominciamo a giocare.

Giacomo Pilati, giornalista e scrittore, ha pubblicato diversi romanzi, tradotti in varie lingue, saggi, testi per il teatro. Da Minchia di re (Mursia) sono stati tratti un film, Viola di mare, in concorso al Festival del cinema di Roma, e un monologo rappresentato nei principali teatri off europei e americani da Isabella Carloni. Tra i suoi libri Le Siciliane (Coppola), Le altre siciliane (Coppola), Sulla punta del mare (Mursia), Morsi d’Italia (Tara), Piccolo almanacco di emozioni (Imprimatur), La prima storia bella (Margina), Nonostante tutto (BukBuk), Dell’inutile amore (Di Girolamo), Un attimo prima di Dio (Di Girolamo), La mia vita per gli ultimi (Il pozzo di Giacobbe) con Biagio Conte. Collabora alla pagina culturale dell’edizione siciliana di Repubblica. Cura rassegne letterarie si è aggiudicato due volte il Premio nazionale di giornalismo di inchiesta Giuseppe Fava.