Caso famiglia nel bosco, la difesa attacca la psicologa dei test


Caso famiglia nel bosco, la psicologa dei test finisce nel mirino degli avvocati difensori dei genitori: “È inesperta e imparziale sui social”

famiglia nel bosco

Ha scritto post sui social “di parte” ed è una professionista troppo giovane e inesperta. La difesa della famiglia del bosco solleva forti dubbi sull’adeguatezza di Valentina Garrapettapsicologa incaricata a svolgere i test psicologici sui genitori, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. Ed è perciò pronto a chiedere la ricusazione di colei che l’ha scelta, Simona Ceccoli, Consulente tecnica titolare della perizia ordinata dai giudici.

LA PERIZIA PER MAMMA CATHERINE

Proprio mamma Catherine è uscita provata, nei giorni scorsi, dal terzo incontro in cui è stata sottoposta ai test della perizia psichiatrica richiesta dal tribunale dei minorenni dell’Aquila. In particolare, la donna è stata sottoposta a un lungo questionario psicodiagnostico per valutare la sua salute mentale e personalità, a cui alla fine si è arresa, chiedendo di poterne posticipare la prova.

L’ACCUSA: “ISCRITTA ALL’ALBO DA SOLI TRE ANNI”

A distanza di pochi giorni emergono così tutti i dubbi del team difensivo dei Trevallion-Birmingham, impegnato nella contesa per l’affido dei loro tre figli che si trovano in una casa famiglia a Vasto, ormai da fine dicembre scorso. “La professionista che ha gestito l’esame è iscritta all’albo da soli tre anni, non dovrebbe preparare lei le prove per i bambini”, è il parere dello psichiatra di parte, Tonino Cantelmi rispetto a Garrapetta, classe ’95, laureata con 110 e lode in Psicologia Clinica presso l’Università . D’Annunzio di Chieti e Pescara.

“TEST OBSOLETI E TROPPO DISCREZIONALI”

Lo psichiatra consulente dello studio legale guidato da Marco Femminella se la prende più in generale con le scelte della Ctu Simona Ceccoli, incaricata dai giudici di valutare le facoltà psichiche dei suoi clienti, in particolare per aver affidato l’esecuzione dei test a Garrapetta. Il consulente di parte infatti boccia la giovane psicologa perché a suo dire “ha mostrato molti limiti sia nella scelta dei test sia nella metodologia di somministrazione, e questo già nella prima seduta di test”. Non solo, lo psichiatra estende le sue perplessità ai test che l 6 e il 7 marzo saranno fatti ai tre figli di Nathan e Catherine. “Non conosciamo ancora le reali competenze della dottoressa sui minori- spiega- ma siamo preoccupati, date le premesse”. E ancora, Cantelmi bolla i test proposti ai suoi clienti come “obsoleti e troppo discrezionali”. Per cui: “Nelle sedi opportune- anticipa- dettaglieremo quello che per noi potrebbe costituire un grave pregiudizio per la perizia”.

“SANTE PAROLE” E QUEI POST DI PARTE CONDIVISI SU FACEBOOK

Non solo. Garrapetta è finita sotto osservazione anche per diversi post che ha condiviso sui social sul caso della famiglia del bosco. Si tratta in dettaglio di cinque post pubblicati rispettivamente il 23, 24, 26 e 30 novembre. Il team difensivo ha così scandagliato i like e i commenti condivisi dalla psicologa sui social relativi al caso di cui lei stessa si sta occupando. Tra i famigerati commenti ci sarebbe l’esternazione “Sante parole”, risalente allo scorso 30 novembre, che accompagnano la condivisione di una lunga riflessione apparsa sulla pagina Fb “Abolizione del suffragio universale”.
In particolarela psicologa si riferiva al passaggio sulla casa offerta alla famiglia gratuitamente da un ristoratore locale. “La fiaba esotica della famiglia nel bosco è finita così-si legge nel post condiviso- con un casolare gratis, immerso nel verde, offerto come se fosse un premio a chi chiedeva 150mila euro ai servizi sociali per poter accertare lo stato di salute dei figli tramite analisi del sangue”.

O ancora, le altre due condivisioni si riferiscono a frasi attribuite, rispettivamente, al filosofo del diritto Guido Saraceni e a al filosofo Ludwing Wittgestein. La prima frase incriminata è la seguete: “Il Tribunale e gli assistenti sociali stanno portando avanti, da mesi, un delicatissimo e prezioso compito. Lasciateli lavorare in pace. Cialtroni”, L’ultima è la condivisione del commento: “E sulla famiglia del bosco cos’hai da dire? Più o meno quello che diceva Wittgenstein, su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere”.

“PRONTI ALL’ESPOSTO ALL’ORDINE DEGLI PSICOLOGI PER GARRAPETTA E A RICUSARE CECCOLI”

Per Cantelmi, con la pubblicazione di queste frasi, la dottoressa Garrapetta ha comunque compiuto un errore deontologico grave perché “ha condiviso su Facebook dichiarazioni pubbliche gravissime contro la famiglia del bosco e poi ha accettato di essere colei che deve valutarla attraverso i test”. Per mancanza di professionalità e requisiti, il perito così annuncia un esposto all’Ordine degli psicologi, sostenendo, peraltro, che servono cinque anni di professione documentata o docenza universitaria per operare con i minori. Dall’altra parte offre collaborazione: “Noi siamo disponibili a interagire con l’assistente sociale, con la psicologa dei test, con la Ctu purché si abbia davvero a cuore il bene supremo di questi bimbi”. Ma soprattutto, il consulente fa sapere che la difesa non è intenzionata a fare sconti e rilancia: “Stiamo valutando la ricusazione della dottoressa Ceccoli”, titolare della perizia ordinata dai giudici di cui pure sono messi in dubbio i requisiti.

LA GARANTE PER L’INFANZIA D’ABRUZZO: “VENUTO MENO IL REQUISITO DI IMPARZIALITÀ”

Il monito della difesa della famiglia del bosco viene colto da Alessandra De Febis, Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Abruzzo. “È grave che una professionista, in precedenza, abbia espresso pubblicamente giudizi e posizioni fortemente denigratorie nei confronti della famiglia nel bosco. Viene meno in radice il requisito fondamentale dell’imparzialità che deve caratterizzare ogni valutazione tecnica in un ambito così delicato”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)