Gotta: terapia ipouricemizzante riduce anche l’infiammazione sistemica


Gotta: terapia ipouricemizzante treat-to-target, con allopurinolo o febuxostat titolati per ottenere un’uricemia < 6 mg/dL, non solo controlla l’uricemia ma si associa nel tempo ad una riduzione dell’infiammazione sistemica

gotta uricemia

Un’analisi dello studio STOP Gout, pubblicata su Rheumatology, ha mostrato che l’adozione di una terapia ipouricemizzante treat-to-target, con allopurinolo o febuxostat titolati per ottenere un’uricemia < 6 mg/dL, non solo controlla l’uricemia ma si associa nel tempo ad una riduzione dell’infiammazione sistemica, con profili di biomarcatori più simili a quelli degli individui non affetti da gotta.

Razionale e obiettivi studio
La gotta è stata a lungo considerata una malattia caratterizzata solo da attacchi acuti ricorrenti di artrite. Dati recenti indicano però che, anche tra un attacco e l’altro, persiste uno stato di infiammazione sistemica di basso grado, potenzialmente coinvolto nel maggior rischio cardiovascolare e di mortalità osservato in questi pazienti.
Non era chiaro, fino ad ora, se abbassare in modo efficace e duraturo l’uricemia potesse attenuare questo background infiammatorio.

Utilizzando campioni sierici conservati del trial STOP Gout e di un gruppo di controllo senza gotta, i ricercatori hanno voluto confrontare i profili dei biomarcatori infiammatori e cardiometabolici tra persone con e senza gotta e descrivere, nei pazienti gottosi, come tali profili evolvessero nel corso di 48 settimane di terapia ipouricemizzante treat-to-target.

Disegno dello studio
L’analisi ha incluso i dati provenienti da 278 pazienti con gotta dello STOP Gout, trial che metteva a confronto  allopurinolo e febuxostat in una strategia treat-to-target, e 275 controlli senza gotta selezionati da una banca biologica istituzionale.
Nei pazienti con gotta i biomarcatori sono stati misurati al baseline, a 24 e a 48 settimane. Nei controlli, invece, la misurazione è avvenuta in un singolo momento.

I partecipanti con gotta erano per lo più di sesso maschile, con un BMI più elevato e  un’uricemia al basale intorno a 8,6 mg/dL.
La terapia ipouricemizzante prevedeva l’impiego di una dose iniziale standard di allopurinolo o febuxostat e la successiva titolazione dei dosaggi di ambo i farmaci fino al raggiungimento e mantenimento del target di uricemia < 6 mg/dL nel corso dell’anno di follow-up.

Risultati principali
Profili infiammatori distinti tra gotta e controlli
Attraverso un’analisi delle componenti principali su 20 biomarcatori, sono stati identificati pattern infiammatori differenti tra pazienti con gotta e controlli. Al basale, almeno cinque componenti risultavano associate alla presenza di gotta dopo aggiustamento per i principali fattori confondenti.

Nei pazienti gottosi spiccava una sovraespressione di marker legati all’attivazione neutrofila e alla risposta innata, mentre segnali più riconducibili all’immunità adattativa risultavano attenuati. Questi dati confermano che la gotta è accompagnata da un profilo infiammatorio sistemico specifico anche al di fuori delle fasi di attacco acuto.

Riduzione del punteggio infiammatorio con la terapia treat-to-target
Per intercettare il carico infiammatorio globale è stato costruito un punteggio composito basato sui biomarcatori più fortemente associati alla gotta. All’inizio dello studio il punteggio era nettamente più elevato nei pazienti gottosi rispetto ai controlli e rimaneva, in media, più elevato anche a 24 e 48 settimane. Nel tempo, però, il punteggio mostrava una riduzione significativa: il valore medio calava già a 24 settimane e scendeva ulteriormente a 48, in parallelo con il progressivo abbassamento dell’uricemia.

Ad un anno, l’84 per cento dei pazienti aveva raggiunto il target di uricemia < 6 mg/dL, e i modelli longitudinali indicavano che la durata dell’esposizione alla terapia treat-to-target era indipendentemente associata alla diminuzione del punteggio.
Un’infiammazione basale più marcata si associava a maggiori miglioramenti, mentre ipertensione e uricemia iniziale più elevata correlavano con un carico infiammatorio persistentemente aumentato.

Non sono emerse differenze rilevanti tra allopurinolo e febuxostat, a suggerire che il fattore decisivo sia la riduzione efficace dell’uricemia più che il farmaco specifico impiegato.

Implicazioni cliniche
Nel complesso, lo studio conferma che la gotta non è solo una malattia caratterizzata da attacchi acuti ricorrenti di artrite ma una condizione infiammatoria in cui la deposizione di cristalli di urato e l’attivazione dell’immunità innata sostengono uno stato di infiammazione sistemica di basso grado.

Il fatto che, con una strategia treat-to-target, i profili di biomarcatori tendano nel tempo ad avvicinarsi a quelli degli individui senza gotta rafforza il razionale di un controllo stretto dell’uricemia, non soltanto per prevenire gli attacchi ma anche per potenzialmente ridurre il rischio di multimorbidità e di outcome cardiovascolari sfavorevoli.

Per la pratica clinica questi risultati incoraggiano a titolare in modo sistematico i dosaggi di allopurinolo o febuxostat fino al raggiungimento stabile di valori di uricemia < 6 mg/dL, valorizzando monitoraggio e aderenza terapeutica e considerando la terapia ipouricemizzante come un intervento di lungo periodo su una malattia infiammatoria potenzialmente modificabile.

Bibliografia
Wheeler AM et al. Systemic inflammation in gout and the impact of treat-to-target urate-lowering therapy. Rheumatology (Oxford). Published online December 14, 2025. doi:10.1093/rheumatology/keaf680
Leggi