Il “Béjart dell’hip-hop” Mourad Merzouki in esclusiva italiana il 6 e 7 marzo a Bologna con la sua Compagnie Käfig in “Beauséjour”. Musiche di Müller & Makaroff
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Definito da Le Figaro “le Béjart du hip-hop”, accolto dal pubblico come una vera rock star, il coreografo francese Mourad Merzouki, pioniere nel trasformare la danza Hip Hop da pratica di strada ad arte di palcoscenico, arriva in Italia per presentare Beauséjour, in prima ed esclusiva italiana il 6 e 7 marzo al Teatro Comunale di Bologna – Comunale Nouveau ore 20:30.
Cinquantaduenne originario di Saint-Priest, nella periferia di Lione, con genitori di origini algerine, quinto di sette figli con il sogno iniziale di diventare acrobata, Mourad Merzouki è oggi l’autore francese più rappresentato sui palcoscenici di tutto il mondo. Attivo sin dalla fine degli anni Ottanta, dal 1996 è alla testa della sua Compagnie Käfig che proprio a Bologna festeggerà il trentennale della sua fondazione con 40 creazioni e 2 milioni di spettatori in 65 Paesi.
Beauséjour è una riflessione sul passare del tempo e sulla trasformazione dei corpi. Una sorta di affresco voluto dal veterano dell’Hip Hop per fare un bilancio della propria parabola artistica e illuminare, quindi, con nuova luce gli elementi costitutivi della sua prassi coreografica: il corpo, l’energia, la ricerca della bellezza. “Guardo al corpo consumato, al corpo che ha vissuto, al corpo che porta i segni e i dolori del tempo – afferma – la nostalgia qui non è un sentimento amaro, è una forza viva che rinasce e si dispiega”. Il coreografo esplora così i corpi che cambiano con l’età, trasformando i danzatori attraverso costumi e gestualità inedite.
Le sonorità electro-latine create ad hoc da Müller & Makaroff, il duo svizzero-argentino fondatore con il francese Philippe Cohen Solal a Parigi nel 1998 del gruppo musicale Gotan Project che è stato pioniere nella reinvenzione elettronica del tango, evocano qui una dimensione conviviale da “guinguette” (balera), un luogo di festa e memoria dove riaffiorano ricordi d’infanzia, primi amori e momenti condivisi con gli amici, sapientemente resa dallo scenografo Benjamin Lebreton, in cui è possibile udire i testi del MC e poeta urbano Fafapunk. In scena dialogano generazioni diverse: quattordici interpreti, giovani e anziani, non per contrapporsi, ma per mostrare il fluire del tempo. Si riflette così sull’inesorabile scorrere del tempo e sulla trasformazione dei corpi, perché la bella danza è universale e transgenerazionale.
«In questa nuova creazione, esploro il corpo al cospetto del tempo. Sto guardando con occhi nuovi e con impegno a come cambiano il movimento e la performance fisica. Alla mia età e dopo una carriera trentennale, i ballerini della mia generazione non hanno più lo stesso rapporto con il corpo. Eppure, nei nostri spettacoli e nelle nostre performance, continuiamo a celebrare la bellezza. Non cerchiamo più spettacolari prodezze fisiche, ma un’estetica diversa, che sia comunque aggraziata ed energica. Ho scelto di costruire una coreografia attorno a questa realtà. Quella del corpo che invecchia. La nostra società accetta il corpo e lo valorizza, ma entro i criteri specifici che si è imposta. In Beauséjour, guardo al corpo consumato, al corpo che ha vissuto, al corpo che porta i segni e i dolori del tempo. La nostalgia qui non è un sentimento amaro, è una forza viva che rinasce e si dispiega. Beauséjour è l’utopia sia di un passato che rinasce attraverso i ricordi, sia di un presente vissuto da corpi prominenti, gonfi e curvi. È una vera sfida coreografica per i ballerini hip-hop, che devono appropriarsi di nuovi movimenti, incarnando personaggi singolari molto lontani dalle loro esibizioni abituali. Questi personaggi accattivanti, che abbracciano la loro originalità, danno vita a una visione rinnovata della bellezza. Il corpo che invecchia può essere il luogo felice in cui risiede la bellezza! Una bellezza che sfida il tempo, che resiste ed esiste in modo diverso. Trasportato dai ritmi electro-tango di Müller & Makaroff, lo spirito della “ginguette” riappare sotto gli occhi del pubblico. La danza, più che mai, è una vetrina per la vita e la condivisione».
MOURAD MERZOUKI, direttore artistico e coreografo
«L’incontro con Mourad Merzouki su quello che sarebbe diventato lo spettacolo Beauséjour ha fatto nascere un desiderio: riprendere da dove avevamo lasciato il “progetto Antropoceno”, arricchendolo e portandolo ancora più lontano, verso altri territori musicali dell’America Latina, dalle marimbe e dai ritmi ternari della costa pacifica colombiana ai flauti e ai charango delle vette più alte delle Ande! Proprio come abbiamo fatto con il Gotan Project, unendo il tango argentino alla musica elettronica. Uno dei vantaggi della musica elettronica è che l’orchestra sta tutta in un laptop! Così abbiamo potuto entrare nello spazio-tempo coreografico e adattare la musica alle esigenze della danza in tempo reale, garantendo una perfetta sincronizzazione tra le due. Questo modo di lavorare ricorda i primi tempi del cinema, quando le orchestre erano presenti durante le riprese e tutto veniva fatto contemporaneamente. Questo ampliamento degli orizzonti musicali e la ricerca di nuovi limiti completano l’approccio creativo del coreografo».
MÜLLER & MAKAROFF, creazione musicale
BEAUSÉJOUR Compagnie Käfig
creazione 2024 Les Nuits de Fourvière – Festival international de la Métropole de Lyon, Centre chorégraphique national de Créteil et du Val-de-Marne / Cie Käfig, Scène de Bayssan – Domaine Départemental de l’Hérault (Béziers), Sport dans la Ville con il supporto di Pôle en Scènes (Bron), Théâtre Théo Argence (Saint-Priest)
Compagnie Käfig è in residenza presso il Théâtre Théo Argence – Ville de Saint-Priest, supportata dal Ministero Francese della Cultura, dalla Région Auvergne-Rhône-Alpes e da Pôle en Scènes