“Avete cresciuto un mostro”: il peso delle parole nel suicidio dei genitori dell’assassino di Anguillara


Nel fascicolo aperto in Procura per istigazione al suicidio verranno analizzati i tanti commenti malevoli che sono stati pubblicati sui social dopo il femminicidio di Federica Torzullo

Claudio Carlomagno, l’uomo accusato dell’omicidio della moglie Federica Torzullo

“Avete cresciuto un mostro, ognuno ha le sue colpe”. “Sapeva benissimo la verità del figlio e l’ha coperto per me”. “Possibile che in nove giorni questa mamma non si sia accorta di nulla?”. Sono solo alcuni dei tanti commenti comparsi sui social dopo il femminicidio di Anguillara Sabazia, in provincia di Roma, dove Claudio Carlomagno ha ucciso la moglie Federica Torzullo da cui si stava separando. Al femminicidio che ha tolto la mamma al bambino di 10 anni della coppia si è aggiunta, sabato, un’altra immane tragedia: il suicidio dei genitori del killer, Maria Messenio e Pasquale Carlomagno, che sabato pomeriggio si sono impiccati nel loro giardino. Sulla loro morte, in Procura, è stato aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, per cercare di ricostruire se possa esserci stata una qualche pressione che li abbia spinti a questo gesto. Nel mirino degli inquirenti ci sarebbero in particolare una serie di commenti circolati sui social che erano indirizzati alla coppia ma in particolar modo alla mamma di Carlomagno, che ricopriva anche l’incarico di assessore alla Sicurezza del piccolo centro (si era dimessa dopo il delitto).

I SOSPETTI SUL PADRE

Quanto al padre, Pasquale Carlomagno, resta da capire se la coppia abbia vissuto male anche le notizie di stampa circa i sospetti e le verifiche sulla sua posizione, visto che la mattina del 9 gennaio (Federica Torzullo è stata uccisa tra la sera dell’8 e la mattina del 9) l’uomo si era presentato nella casa del delitto alle 7 del mattino. Carlomagno aveva detto agli inquirenti che il padre era andato a cercare le chiavi di un camion, ma essendo rimasto lì quasi mezz’ora, su quotidiani e agenzie era stato scritto che erano in corso verifiche se non potesse essere in qualche modo coinvolto nei fatti, magari nell’aiutare il figlio a caricare il corpo della donna in auto. C’è da dire, però, che Pasquale Carlomagno in quella mezz’ora fa diverse telefonate al cellulare del figlio che restano tutte senza risposta: lui aveva dichiarato di essere rimasto davanti al citofono e poi, non ricevendo nessuna risposta, di essersene alla fine andato.

I commenti dei diversi haters sui social verranno ora analizzati dagli inquirenti, anche se molti dopo il suicidio hanno cercato di cancellarne una parte. Prima di uccidersi, i coniugi hanno scritto una lettera indirizzata al figlio minore, Davide, fratello di Claudio Carlomagno. Nelle lettera, hanno spiegato i legali, facevano riferimento anche alla gogna social.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)