Report, il Tribunale di Roma annulla la multa di 150mila euro del Garante sul caso Sangiuliano


Per la Corte c’è “la sussistenza dell’interesse pubblico alla diffusione della notizia, poiché la vicenda assume una sostanziale rilevanza pubblica”

ranucci

Sulla diffusione dell’audio tra l’ex ministro Sangiuliano e la moglie, Report aveva ragione. E così, il Tribunale di Roma, ha annullato la sanzione di 150mila euro che il Garante della Privacy aveva comminato alla Rai per quella diffusione. “Secondo il Tribunale di Roma era legittimo e di interesse pubblico trasmettere l’audio: inoltre i magistrati sottolineano il fatto che il Garante ha svolto le indagini fuori i tempi stabiliti dalla legge“, si legge direttamente sui social della trasmissione e di Sigfrido Ranucci.

LE MOTIVAZIONI

Stando a quanto riportato dalla trasmissione “iI Tribunale ravvisa la sussistenza dell’interesse pubblico alla diffusione della notizia, poiché la vicenda, sebbene permeata da profili di natura personale, assume una sostanziale rilevanza pubblica. Le conversazioni telefoniche intercorse tra l’ex Ministro e la moglie attengono al tema, di sicuro interesse, relativo alla possibilità che l’assegnazione di alte cariche istituzionali, anziché ispirate alla miglior cura dell’interesse pubblico, possano essere influenzate da questioni di natura squisitamente personale. Infatti, fermo restando il comprensibile turbamento d’animo sofferto dai soggetti coinvolti, deve affermarsi che l’ostensione integrale e originale della conversazione si giustifichi pienamente nella prospettiva di veicolare il dato storico nella sua immediatezza, così da scongiurare il rischio di ingenerare nello spettatore il sospetto di ricostruzioni artificiose o faziose da parte del giornalista. D’altronde, ciò risulta coerente con la stessa fisionomia del giornalismo di inchiesta, ‘impegnato’ nella divulgazione di fatti quanto più fedeli alla realtà storica”.

E ancora: “La certezza del tempo entro cui l’autorità amministrativa deve concludere il procedimento consente
ai soggetti interessati di esercitare efficacemente il diritto di difesa, scongiurando, da un lato, il rischio connesso ad una possibile inerzia dell’autorità interpellata e, dall’altro, il rischio di una esposizione temporalmente illimitata ad una possibile inflizione dello svantaggio”.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)