Attacco armato durante una partita a Salamanca, nello di Guanajuato: 11 morti e 12 feriti. C’è anche un bambino
Undici morti, dodici feriti, un campo da calcio trasformato in un mattatoio. È il bilancio dell’attacco armato avvenuto domenica a Salamanca, nello stato messicano di Guanajuato, dove uomini armati hanno aperto il fuoco su persone che stavano socializzando al termine di una partita. Secondo le autorità locali, i proiettili hanno colpito spettatori e giocatori mentre il campo, come ogni fine settimana, era affollato di famiglie, bambini e bancarelle di cibo. Tra i feriti ci sono anche una donna e un minore.
L’attacco arriva al termine di giorni già segnati dal sangue: sabato, sempre a Salamanca, cinque persone erano state uccise in un altro episodio violento; una settimana prima era stato disinnescato un ordigno in un impianto petrolifero statale.
“Stiamo vivendo uno dei momenti più bui per il nostro tessuto sociale”, ha ammesso il sindaco Cesar Prieto in un videomessaggio. “I gruppi criminali stanno tentando di piegare lo Stato. Non ci riusciranno”. Parole che però faticano a rassicurare una città al centro di una guerra silenziosa.
Guanajuato è da tempo uno degli epicentri della violenza in Messico: lo scorso anno ha registrato il numero più alto di omicidi del Paese, oltre duemila, in gran parte legati allo scontro tra il cartello di Santa Rosa de Lima e il Jalisco Nueva Generación, oggi l’organizzazione criminale più potente del Messico. Salamanca, snodo strategico per la sua raffineria e per la posizione di confine tra le aree di influenza dei due gruppi, è una posta troppo alta per entrambi.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)