Strage Crans Montana, Tajani chiede spostamento inchiesta ad altro Cantone


“L’inchiesta sulla strage di Crans Montana fa acqua da tutte le parti”. Il ministro degli Esteri Tajani esprime molte perplessità sull’operato della magistratura vallese

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Sulla vicenda di Crans-Montana “la proposta è di togliere l’inchiesta al Cantone (Vallese, ndr) e affidarla in maniera straordinaria a un altro Cantone. Mi pare che finora la magistratura cantonale non stia facendo chiarezza, il nostro appello alle autorità politiche è di fare pressione affinché il processo vada avanti”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con i giornalisti alla Farnesina, anche a seguito del richiamo in Italia del proprio ambasciatore in Svizzera.

A monte, i numerosi dubbi su come stanno proseguendo le indagini sul fronte svizzero, in un’inchiesta che “fa acqua da tutte le parti”, dice senza mezzi termini, il ministro.

“NON SI PUÒ COMPENSARE MORTE PERSONE CON 200MILA FRANCHI”

“L’Italia ha richiamato il proprio ambasciatore in Svizzera dopo la scarcerazione di Jacques Moretti”, proprietario del locale di Crans-Montana andato a fuoco la notte di Capodanno, causando la morte di 40 giovani. “Ci siamo sentiti con la presidente del Consiglio e abbiamo deciso di richiamare immediatamente l’ambasciatore Cornado in Italia per avere ulteriori informazioni e valutare i prossimi passi”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ospite ad Agenda su Sky TG24, precisando che prima del rientro l’ambasciatore incontrerà il procuratore svizzero che segue l’inchiesta.

“Quanto accaduto ci ha profondamente indignati, non solo come Governo ma come Paese”, ha aggiunto il ministro, sottolineando che “qui non si tratta di garantismo, ma di fatti oggettivi. I responsabili sono i proprietari del locale: non c’erano misure di sicurezza, l’uscita di emergenza era chiusa a chiave, sono stati utilizzati materiali non ignifughi. Non c’erano fattori esterni né eventi imprevedibili”, ha affermato.

Secondo Tajani “rimettere in libertà una persona oggettivamente responsabile di quanto accaduto è inaccettabile” e “non si può pensare di compensare la morte di tante persone con una cauzione di 200mila franchi”. Il ministro ha chiesto che “la magistratura svizzera acceleri i tempi del procedimento penale” e ha sollevato interrogativi anche sull’origine del pagamento della cauzione. “Siamo indignati da genitori e da nonni: il sentimento del popolo italiano non può essere offeso in questo modo”, ha concluso.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)