Le nuove Dietary Guidelines for Americans 2025-2030 segnano una svolta comunicativa che sta facendo discutere anche fuori dagli Stati Uniti
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Le nuove Dietary Guidelines for Americans 2025-2030 segnano una svolta comunicativa che sta facendo discutere anche fuori dagli Stati Uniti. Presentate come risposta all’emergenza obesità e malattie metaboliche, le linee guida sembrano ribaltare la tradizionale piramide alimentare, puntando su un maggiore consumo di proteine animali, latticini interi e grassi. Secondo i gastroenterologi italiani di AIGO, però, più che una rivoluzione scientifica si tratta di un documento disomogeneo, con alcuni spunti condivisibili ma una rappresentazione che rischia di generare confusione nei cittadini.
Il dottor Maurizio Vinti, presidente eletto AIGO Sicilia, invita a non demonizzare il testo, ma nemmeno a celebrarlo come una svolta epocale: la salute pubblica, spiega, ha bisogno di messaggi chiari, coerenti e fondati su solide evidenze scientifiche.
Dietary Guidelines for Americans 2025-2030
Le Dietary Guidelines for Americans 2025-2030 sono il documento ufficiale con cui il governo statunitense orienta per i prossimi cinque anni le scelte alimentari della popolazione, della ristorazione collettiva e dei programmi di sanità pubblica.
Linee guida che, già al momento della loro presentazione, hanno acceso un dibattito perché sembrano mettere in discussione alcuni pilastri della nutrizione moderna: meno spazio ai cereali e ai carboidrati, più centralità a proteine animali, latticini interi e grassi, inclusi quelli di origine animale.
Secondo l’Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Digestivi (AIGO), tuttavia, il problema non è tanto l’intenzione di rivedere un modello che negli Stati Uniti ha chiaramente fallito, quanto il modo in cui il messaggio viene costruito e comunicato.
Per il dottor Maurizio Vinti, presidente eletto AIGO Sicilia, «Negli Stati Uniti obesità, diabete e malattie metaboliche hanno raggiunto livelli estremi. È la nazione che spende di più in sanità e, allo stesso tempo, quella con il più alto numero di obesi. Dopo anni di fallimenti era inevitabile, anche politicamente, proporre una nuova linea di indirizzo».
Una necessità, dunque, dettata dall’emergenza. Ma, secondo Vinti, l’inevitabilità non giustifica le ambiguità: «Il problema è che il documento dice una cosa e spesso ne comunica un’altra. Questo genera disorientamento in una popolazione che avrebbe invece bisogno di indicazioni semplici e coerenti».