In Groenlandia l’esercito danese era pronto a combattere contro gli Stati Uniti. Lo scoop dell’emittente DR: le truppe inviate da Copenaghen avevano ricevuto l’ordine di tenersi pronte al combattimento
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La Danimarca era pronta all’impensabile: un confronto militare con gli Stati Uniti per difendere la Groenlandia. Fino a mercoledì pomeriggio, quando Donald Trump ha pubblicamente escluso l’uso della forza, a Copenaghen lo scenario peggiore era sul tavolo e veniva preso sul serio. Secondo quanto ricostruito dall’emittente danese DR, sulla base di ordini militari e fonti politiche di primo livello, la settimana scorsa i vertici delle forze armate hanno dato il via a un rafforzamento urgente del dispositivo di difesa nell’isola artica. Un’operazione accelerata, concreta, tutt’altro che simbolica. L’ordine parlava chiaro: aumentare rapidamente la capacità di attuare il piano di difesa della Groenlandia.
Nel giro di pochi giorni, aerei militari e civili hanno iniziato a trasferire uomini e mezzi dalla Danimarca a Nuuk e nelle altre basi strategiche. I soldati sono stati dispiegati con munizioni vere, le cosiddette KUP, quelle che si portano quando l’ipotesi di entrare in combattimento non è solo teorica.
Politicamente, il consenso era ampio. Governo e opposizioni, di destra e di sinistra, erano pronti a sostenere una risposta armata nel caso di un attacco americano. Nessuno credeva davvero che Washington sarebbe arrivata a tanto. Ma Donald Trump, fino a pochi giorni fa, non aveva escluso esplicitamente l’opzione militare. E questo, per Copenaghen, bastava a giustificare la preparazione.
La svolta è arrivata mercoledì a Davos, quando Trump ha dichiarato: “Non devo usare la forza. Non voglio usare la forza”. Parole che hanno raffreddato la crisi sul piano militare, ma non cancellato quella politica.
Nel frattempo, l’operazione “Arctic Endurance” è andata avanti. Ufficialmente un’esercitazione, nei fatti una dimostrazione di forza. In Groenlandia sono stati schierati reparti chiave dell’esercito danese, come i dragoni dello Jutland, considerati il “pugno” delle forze terrestri, affiancati dagli specialisti del genio militare. In mare, il Comando Artico ha concentrato le unità di pattugliamento e inviato la fregata Peter Willemoes. In aria, per la prima volta, i caccia F-35 hanno pattugliato lo spazio groenlandese. All’operazione hanno partecipato anche contingenti di alleati Nato europei: Svezia, Norvegia, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)