Alex Honnold: “Scalerò il Taipei 101 senza corde, farò del mio meglio per non morire”


Il grande arrampicatore famoso per “Free Solo” salirà sul grattacielo di 510 metri nella notte tra venerdì e sabato, in diretta su Neflix. “Non ho una polizza sulla vita, le assicurazioni sono una truffa”

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Alex Honnold, la superstar dell’alpinismo che ha scalato El Capitan in California senza corde, in arrampicata “solo” come si dice tecnicamente (e che grazie a quell’impresa ha vinto un Oscar per il documentario che la racconta), nella notte tra venerdì e sabato rischierà di morire in diretta su Netflix. Scalerà – ovviamente in “solo” – il Taipei 101, un grattacielo di 101 piani a Taiwan di vetro e acciaio, scivolosissimo. Una torre alta 510 metri, che lui intende scalare in meno di due ore e mezza.
L’evento sarà trasmesso in diretta streaming in tutto il mondo alle due del mattino italiane. Lui dice – come al solito – che proprio non ha paura di morire.

Ne ha parlato in un’intervista al New York Times. Non è più un giovane scalatore che vive da solo in un furgone. Ha una moglie, Sanni McCandless Honnold, e due figlie sotto i 4 anni. “È di acciaio e vetro, quindi sì, è scivoloso (ride, ndr), ma ti tieni stretto. Non è come certi obiettivi da arrampicata dove ti aggrappi a questi minuscoli bordi millimetrici di roccia. Sanni è stressata per l’aspetto “evento”, come lo spettacolo. È preoccupata per tutti i commenti del pubblico. Non credo che la cosa la preoccupi per la scalata vera e propria”.

“Non ho mai voluto morire. Ecco perché mi impegno così tanto nella preparazione e nell’allenamento. Voglio dire, implicito nella domanda è che ho ancora molto per cui vivere, e sì, ho ancora molto per cui vivere, e sto ancora facendo del mio meglio per non morire. La piccola Alice non se lo ricorderebbe. La piccola June probabilmente non se lo ricorderebbe. Compirà 4 anni tra un mese. Ovviamente sarebbe durissimo per Sanni, ma i bambini sarebbero ben accuditi. Non ho la sensazione di abbandonarli. Non rimarrebbero necessariamente traumatizzati per tutta la vita. Pensi alla morte ogni volta che vai in solitaria in montagna, pensi… che le cose possono finire in fretta”.

Honnold non ha un’assicurazione sulla vita. “Penso che sarebbe troppo costoso, ma penso che l’assicurazione in generale sia una specie di truffa. Il punto è pagare. C’è un motivo per cui le compagnie assicurative sono giganti della finanza. Perché tutti gli altri vengono fregati”.

C’è un elemento di narcisismo in quello che fa? “Questo vale probabilmente per il 50% di ciò che fanno gli esseri umani. Ci sono pochissime attività umane che hanno davvero un significato. Ci sono poche cose in cui si contribuisce legittimamente alla società, ma anche la maggior parte delle persone con un vero lavoro non fa nulla per il bene dell’umanità. Se sei un esperto di finanza, tipo, non stai aiutando l’umanità. La maggior parte delle attività umane è fondamentalmente egoistica. Non credo che questo sia peggio di qualsiasi altra cosa le persone stiano facendo”.

“La mia speranza è che chi guarda l’evento ne percepisca almeno la gioia. Come quando da bambino ti guardi intorno e pensi: “Sarebbe fantastico arrampicarsi lassù”. Da adulto, ti viene inculcato questo pensiero. “Perché lo fai? È pericoloso. Hai l’assicurazione?”. Ma c’è qualcosa da dire sul mantenere quella gioia infantile nel solo guardarlo, tipo: “È fantastico. Voglio farlo anch’io”.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)