Nel suo ultimo lavoro Medicina femminile plurale. Il sapere delle donne nella storia, Daniela Minerva propone solo una semplice cronaca del passato
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L’evoluzione della medicina contemporanea, sempre più orientata verso una personalizzazione delle cure e un approccio olistico al paziente, non può prescindere da una riflessione profonda sulle proprie radici. In questo scenario si inserisce l’ultimo lavoro di Daniela Minerva, Medicina femminile plurale. Il sapere delle donne nella storia, un volume che si propone non come una semplice cronaca del passato, ma come una necessaria ricostruzione epistemologica di una componente fondamentale, eppure spesso trascurata, della professione medica.
Daniela Minerva, firma autorevole del giornalismo scientifico italiano e direttrice della piattaforma «Salute», mette a disposizione della comunità medica la sua pluriennale esperienza e il suo rigore analitico in questo volume, edito da Bollati Boringhieri, per tracciare un “filo rosso” che attraversa i millenni. L’autrice, già nota per saggi di successo che hanno indagato le dinamiche della Ricerca e della Sanità in Italia, adotta qui una prospettiva corale, rifuggendo la tentazione di creare icone isolate o miti di eroine solitarie. Il libro parla, invece, di un’impresa collettiva, un sapere “plurale” nato dall’esperienza pratica e dalla cura, che ha formato l’ossatura stessa della medicina moderna.
Il saggio offre una chiave di lettura preziosa per comprendere come certe competenze – dalla fitoterapia alla gestione delle fasi critiche della vita – si siano tramandate attraverso i secoli.
L’opera documenta come il sapere medico delle donne affondi le radici nella preistoria, evolvendosi dai margini della storia ufficiale scritta dagli uomini per diventare oggi, grazie alla crescente femminilizzazione della professione e della ricerca, un elemento centrale e imprescindibile del sistema salute.
Il racconto si snoda attraverso figure storiche di rilievo, offrendo ai professionisti della salute una galleria di “colleghe” ante litteram che hanno anticipato intuizioni scientifiche fondamentali: da Fanostrate nell’antica Atene, la celebre Trota da Salerno e la visionaria Ildegarda di Bingen, il viaggio prosegue fino all’epoca moderna e contemporanea, toccando le vite e le scoperte di scienziate che hanno segnato la biologia e la medicina, da Rosalind Franklin a Dorothy Hodgkin, fino a Barbara McClintock e Bernadine Healy.
L’approccio di Minerva è di particolare interesse per il lettore specializzato perché non si limita alla narrazione biografica, ma analizza i metodi di lavoro e le conoscenze che le donne hanno sviluppato in ambiti specifici, spesso mentre la medicina accademica maschile era concentrata altrove.
Medicina femminile plurale è un libro che celebra la scienza come patrimonio comune, ricordandoci che il progresso della medicina non è figlio di una sola voce, ma di una tradizione millenaria e complessa.