La nuova rivista Zona critica, da oggi in libreria, è concepita come percorso pluriennale di dialogo tra studiosi di arte, di cinema e di estetica con intellettuali, scrittori, filosofi e artisti
La nuova rivista Zona critica, da oggi in libreria, è concepita come percorso pluriennale di dialogo tra studiosi di arte, di cinema e di estetica con intellettuali, scrittori, filosofi e artisti su alcuni temi decisivi nell’attuale dibattito teorico. Ogni numero, informa un comunicato, è pensato come capitolo di un atlante della cultura visuale contemporanea. Le copertine della rivista sono disegnate dal maestro Mimmo Paladino e la rivista è realizzata in collaborazione con il Center For Visual Studies dell’Università IULM di Milano.
Zona Critica si articola in due macroaree: la prima dedicata alle teorie; la seconda alle genealogie. Questo palinsesto è interrotto da alcune incursioni corsare: il controeditoriale, gli ‘asterischi’ (barlumi letterari rapsodici, di carattere narrativo, poetico o aforismatico), lo zoom (che ricostruisce una mappa di idee e di tensioni), il saggio visivo (ordinato, di volta in volta, da un artista, da un fumettista, da un fotografo o da un cineasta).
Il titolo del fascicolo d’esordio denuncia con sintesi il tema: apprendere il nostro tempo con il pensiero. Si segnalano, in particolare: il testo inedito di Gillo Dorfles, Omaggio a Rotella, il Controeditoriale di Nathalie Heinich, Basta immagini! e il saggio visivo dell’artista romana Tomaso Binga, con immagini dedicate alla nuova rivista. Il n. 2/2025 di Zona critica sarà dedicato al tema dell’arte pubblica.

