Al Bano e la polemica con Carlo Conti: “Con Sanremo ho chiuso”


Al Bano a ruota libera sul Corriere della Sera: “Sono un Re, non mi mischio con dei semplici Conti”. Poi il commento su Romina Power e le sue ultime dichiarazioni su “Felicità”

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Al Bano chiude definitivamente il capitolo Sanremo. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il cantante dice la sua sulla kermesse che quest’anno andrà in scena dal 24 al 28 febbraio. “Nel 2017 mi cacciarono la prima sera, avevo una canzone meravigliosa. Ora basta, non propongo più niente”, spiega l’artista. Quell’anno a condurre c’era sempre Carlo Conti e Al Bano gareggiava con “Di rose e di spine”.

L’82enne, a proposito del direttore artistico, aggiunge: “Da lui ho ricevuto solo scorrettezze però pazienza, la rabbia non fa bene. Non abbiamo un buon rapporto, ma siccome soffro di sanremite acuta lo guarderò e gli auguro un grandissimo successoSono un Re, non mi mischio con dei semplici Conti“.

AL BANO SULLE ULTIME DICHIARAZIONI DI ROMINA POWER SU “FELICITÀ”

Negli ultimi giorni, a proposito di canzoni di Al bano, si è tanto parlato delle dichiarazioni di Romina Power su “Felicità”. Al podcast di Alessandro Cattelan, “Supernova”, la cantante ha detto: “Non la volevo nemmeno incidere, la trovavo banale“.

“Meglio se sto zitto”, risponde Al Bano, salvo poi aggiungere: “Beh, è come sputare nel piatto in cui mangi. Ci ha guadagnato bei soldi, grazie a me. Avercene, di canzoni così. Ed è tutto meno che banale: fu la mia risposta ai colleghi che, negli anni delle Br, ammiccavano a quello stato di cose”.

“Felicità” arrivò seconda a Sanremo 1982. Di quell’edizione, Al Bano racconta: “C’era anche il grande Claudio Villa. Presentò una canzone bruttissima, pur di esserci. Un peccato. Lo dissi a un giornale, lui si infuriò: ‘Ahò, ma come ti permetti? Scenni che te meno’. Ma io ero un suo fan, mi dispiaceva per lui”.

E sulla fine del rapporto con Romina, ricorda: “Quando mi misi con lei, nella sua famiglia la parola ‘divorzio’ era la normalità. Suo padre, sua madre, i nonni, erano tutti divorziati. Sa come si dice: ‘Lu zumpu ca face la crapa lu face puru la crapetta’ (il salto che fa la capra lo fa pure la capretta). Pensai: ‘Durerà per due o tre anni’. Però non volevo perdere neanche un giorno di quella vita eccezionale”. E dice ancora: “L’amore c’è stato, è innegabile, come dopo la divisione. Abbiamo messo al mondo dei figli, meglio farsi la pace che la guerra“.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)