Colata lavica sull’Etna, INGV conferma livello di allerta nazionale giallo


Colata lavica sull’Etna, livello di allerta nazionale giallo ma nessun pericolo per i centri abitati. “La situazione resta tuttavia oggetto di monitoraggio costante”, spiega l’INGV

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Dalle telecamere di sorveglianza, dalle immagini satellitari e dai rilievi di terreno svolti dagli esperti dell’Ingv sull’Etna si osserva un campo lavico nella Valle del Bove. Nonostante questo risulti “attualmente scarsamente alimentato” e, secondo gli esperti, non determini al momento “alcun pericolo per i centri abitati”, è stato confermato il livello di allerta nazionale giallo. È quanto emerge dalla riunione indetta dal dipartimento nazionale di protezione civile, che ha visto la partecipazione della Protezione civile della Regione Siciliana, dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). La riunione è stata convocata per l’esame della situazione vulcanologica e la definizione degli scenari evolutivi del fenomeno.

“L’Ingv ha rappresentato che, anche nel caso di mantenimento dell’attuale tasso di alimentazione della colata o di un suo raddoppio, non si configurano scenari di rischio per i centri abitati più prossimi“, sottolineano dalla Protezione civile regionale. Nel pomeriggio il capo del dipartimento regionale della Protezione civile, Salvo Cocina, ha convocato una seconda riunione di coordinamento territoriale con i sindaci dei Comuni che hanno adottato ordinanze di regolamentazione degli accessi all’Etna. Alla riunione hanno partecipato rappresentanti di prefettura, questura, Corpo forestale della Regione Siciliana, Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico (Cnsas) e Servizio 118. In chiusura dei lavori è intervenuto anche il presidente del Parco dell’Etna, al quale è stata richiesta una comunicazione più efficace sui rischi vulcanici e un rafforzamento della segnaletica informativa.

La situazione resta tuttavia oggetto di monitoraggio costante – spiegano dal dipartimento regionale di Protezione civile – eventuali variazioni del flusso lavico saranno prontamente valutate e comporteranno, se necessario, una rimodulazione delle misure e dei servizi di protezione civile”.

INGV: CON ATTUALE TASSO EFFUSIVO LAVA RESTERÀ NELLA VALLE DEL BOVE

“L’eruzione dell’Etna, iniziata il 24 dicembre 2025, a partire dal pomeriggio dell’1 gennaio 2026 è stata interessata da una nuova fenomenologia caratterizzata dall’apertura di una piccola fessura eruttiva ad una quota di circa 2.100 metri sul livello del mare localizzata subito a monte del Monte Simone, alla base della parete nord della Valle del Bove. Da questa fessura eruttiva, interessata da una debole attività esplosiva e da un basso tasso effusivo medio (circa 5m 3/s) misurato da dati satellitari, viene emessa una colata lavica che si sta sviluppando all’interno della porzione centrale della desertica Valle del Bove“. Lo si legge in un report dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia che fornisce alcuni chiarimenti sulla colata lavica in corso.

“I dati forniti dall’Osservatorio etneo hanno evidenziato che la lunghezza massima del campo lavico era di circa 2,8 chilometri e il fronte lavico più avanzato si attestava a una quota di circa 1.420 metri sul livello del mare alle 12:30, subito a est del rilievo di Rocca Musarra – ancora l’Ingv -. Contestualmente prosegue una debole attività esplosiva Stromboliana al Cratere Voragine che produce blande emissioni di cenere. Le simulazioni relative al possibile sviluppo della colata lavica, realizzate dall’Osservatorio etneo, hanno evidenziato che se il tasso effusivo alla bocca si mantiene costante, la colata lavica rimarrà confinata all’interno della desertica Valle del Bove”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)