Cadavere di una donna in una valigia sull’Adda: potrebbe trattarsi di Nataly


Dall’Adda riaffiora il corpo di una donna in una valigia, è Nataly? Per gli inquirenti è quasi certo sia la babysitter uccisa a Milano più di un mese fa

corpo adda nataly

In una domenica soleggiata e da ‘fine inverno’, diverse persone si trovavano ieri a passeggiare o pescare sugli argini dell’Adda in provincia di Lodi. Alcuni però si sono ritrovati testimoni di una macabra scoperta: hanno visto affiorare un piede umano dall’acqua, e poi una valigia da cui fuoriusciva il corpo di una donna. Così ieri, intorno a mezzogiorno, è stato ritrovato quello che si ritiene, con molta probabilità, il cadavere di Jhoanna Nataly Quintanilla, la baby sitter 40enne uccisa dal compagno Pablo Heriberto Gonzalez Riva a Milano, più di un mese fa. A dare la certezza definitiva sarà l’autopsia, dato lo stato irriconoscibile del corpo.

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PRIMA LA SCOMPARSA, POI LA CONFESSIONE DEL COMPAGNO

La donna, originaria dell’El Salvador, è scomparsa 37 giorni prima, tra il 24 e il 25 gennaio scorso. Il 7 febbraio è stato arrestato il suo compagno che poi ha confessato il femminicidio, dopo che le telecamere lo avevano ‘incastrato’, mentre trasportava fuori casa un grosso borsone nero. E infatti, il corpo ritrovato ieri fuoriusciva proprio da una grande borsa, compatibile a quella vista dal video di quella notte.

Il cadavere stato ripescato nel fiume Adda, tra Spino d’Adda e Zelo Buon Persico, lungo la Paullese, nel Lodigiano, lungo la Paullese. Galleggiava parzialmente con la valigia in una zona boschiva e per recuperarlo sono state necessarie diverse ore di intervento dei sommozzatori dei Vigili del fuoco e delle forze dell’ordine, per poi essere consegnato al medico legale che dovrà effettuare l’autopsia e accertarne l’identità. Sul posto, oltre ai sommozzatori arrivati da Torino e i carabinieri di Crema Pavia, anche il Nucleo investigativo di Milano che lavorano al caso di Jhoanna Nataly Quintanilla.

LE INCONGRUENZE DATE DELL’UOMO E LA PISTA DI UN’ALTRA DONNA

In attesa dell’autopsia e della conferma dell’identità del corpo e anche delle modalità in cui ha perso la vita, la tesi su cui sta lavorando la procura punta a smontare la versione data dal compagno 48 enne. L’uomo infatti, anche lui originario di El Salvador, sostiene che l’omicidio non sia stato intenzionale ma sia avvenuto durante un ‘gioco erotico’. Poi, preso dal panico, Gonzalese Riva ha sostenuto di aver gettato la donna, chiusa in una valigia, in un fosso a Cassano d’Adda, negando di essere arrivato al fiume, ma le sue indicazioni non hanno portato ad alcun ritrovamento.
Per la procura invece l’uomo ha ucciso la compagna perché aveva una relazione con un’altra donna, che sarebbe arrivata a breve a vivere con lui in Italia. Poi ha pensato bene di gettarlo, chiuso nel borsone, nel fiume Adda, dove sarebbe stato difficile da ritrovare.

L’AMICA: “PERDONO MAI”

Alla notizia del ritrovamento del corpo, una delle amiche di Nataly, Danielly Guillèn, sentita dal Corriere della Sera, esprime tutta la sua amarezza e rabbia, convinta delle responsabilità dell’uomo: “L’ha buttata via come un sacco di spazzatura- manda a dire non ha avuto il minimo rispetto, non ci può essere perdono”.

(Fonte immagine: postata da un cittadino su Fb)

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)