Si intitola MANTIS il lavoro d’esordio dei PVSSY: un concentrato di energia esplosiva e potentissima che si dipana per sei brani
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Si intitola MANTIS il lavoro d’esordio dei PVSSY: un concentrato di energia esplosiva e potentissima che si dipana per sei brani. Un benvenuto clamoroso al sound granitico di una band dal grande futuro.
I PVSSY sono stati scoperti da JON ROSEMAN (Produttore del video di Bohemian Rhapsody, Sweet Dreams e genio precursore di MTV). Roseman si è confrontato con ROBERT FRIPP (King Crimson) e NICK BEGGS (Kajagoogoo), che hanno speso parole di grande elogio per la band.
La band, nonostante sia appena nata, è composta da elementi che singolarmente sono eccezionali sotto il profilo sia tecnico sia artistico. La chitarra di JONNY SCHWED è visionaria, lacerante ma definita e moderna, la batteria di ALESSANDRO CHIAVONI è potente, tribale ma perfettamente strutturata nella virtuosità delle sue tessiture ritmiche.
FRANCESCO TERRIBILE, al basso, giganteggia selvaggio e netto, fungendo da magistrale collante per l’intero comparto sonoro. La sensazionale voce di GIULIANA MAFFEI, si incontra e scontra perfettamente con l’insieme strumentale, andando a generare un paradisiaco inferno, che nel caos sublima la propria perfezione.
“MANTIS l’abbiamo fatto in due mesi. Il titolo ce l’ha suggerito Nick – dice JONNY SCHWED, riferendosi a Beggs – ci abbiamo messo poco. sia per una questione di urgenza che di fame. Amiamo quello che facciamo ed è nostra ferma intenzione farlo arrivare a tutti. Purtroppo siamo nati in Italia, dove il nostro genere non esiste, ma essendo pazzi, siamo molto ottimisti“.
ALESSANDRO CHIAVONI aggiunge: “Sono rimasto sbalordito dalla quantità di idee emerse dall’unione di questa nuova formazione, non immaginavo che in così poco tempo avremmo sfornato un lavoro tanto promettente. Sono convinto che se questo progetto arrivasse a qualcuno che sa riconoscere il valore di questo genere musicale potremmo certamente partecipare a festival di qualunque livello; noi, puntiamo ad America e Inghilterra. Anni di ricerca e di ascolti musicali delle più grandi band della storia, ci hanno enormemente influenzato, creando addirittura prima dell’arrivo di Giuliana, quella che era l’idea di un sound completamente inedito nel mondo musicale. Le nostre orchestrazioni, sebbene tecniche e spesso di nicchia, con l’avvento di Giuliana, hanno raggiunto il parametro di comunicabilità che stavamo cercando da anni“.
“Il disco” – conclude JONNY – “E’ soltanto l’inizio di qualcosa di più grande; in pratica, il percorso che va dal primo all’ultimo brano costituisce l’embrione di quello che andremo a fare in futuro. Per quanto riguarda i testi abbiamo cercato di creare qualcosa di analogo al viaggio sonoro: la scoperta del Sé di un individuo, che cambiando forma e contenuto della sua volontà, si dirige sempre più in profondità verso il proprio abisso“.