A Roma una pasticceria per chi ha problemi di diabete e obesità


A Roma la pasticceria per diabetici e obesi: con l’aggiunta di myo-inositolo nei dolci, in sostituzione di una percentuale di zucchero, minore impatto sull’indice glicemico

pasticceria

Mangiare dolci e ridurre il livello di insulina nel sangue si può, parola di Vittorio Unferginecologo, ricercatore e presidente di Egoi (Experts Group on Inositol in Basic and Clinical Research), società scientifica che riunisce 46 tra i massimi esperti al mondo sull’inositolo provenienti da 16 diversi Paesi. Tra pochi giorni da una pasticceria romana partirà la sperimentazione di dolci e gelati al myo-inositolo, una molecola che consente di ridurre l’assorbimento dello zucchero, promettendo di soddisfare la gola anche di chi ha problemi di peso o prediabete.

“Si tratta di una molecola naturale utilizzata, ormai da anni, nel trattamento delle patologie endocrino-metaboliche femminili e maschili, sia negli adulti che in ambito pediatrico- spiega Unfer alla Dire- degli inositoli sappiamo tanto e in particolare che sono essenziali per il funzionamento dell’insulina. Gli studi infatti ci indicano che, nelle persone con stati prediabetici, il myo-inositolo riduce i livelli di insulina nel sangue, generalmente più alti rispetto a persone sane. Da qui- prosegue Unfer- l’idea di inserire il myo-inositolo nella preparazione di alimenti in una formula innovativa riducendo del 20% il glucosio e sostituendolo con il myo-inositolo, poliolo naturale che compete con lo zucchero riducendone l’assorbimento intestinale. Una scelta che consente di mantenere il classico gusto dei dolci tradizionali ma con un minore impatto sull’indice glicemico”.

“L’idea è nata un anno fa durante un congresso medico che si è svolto a Napoli- prosegue Unfer- in quell’occasione è stato fatto assaggiare a 200 medici, per la prima volta, il gelato al myo-inositolo. È piaciuto molto e da lì si è pensato di ampliare la proposta anche ai dolci. Venerdì 1 marzo, dalla pasticceria Moer, nel quartiere Don Boscoinizierà la sperimentazione della commercializzazione di dolci e gelati al myo-inositolo e speriamo- prosegue il presidente Egoi- di coinvolgere sempre più realtà, a partire dagli ospedali pediatrici. L’obiettivo, infatti, è di offrire prodotti del tutto uguali, nel gusto, a quelli in commercio ma con il vantaggio di avere al loro interno questa molecola che oltre a sostituire parte dello zucchero presente nel prodotto, consente anche di ridurre l’assorbimento dell’insulina, a vantaggio delle persone in sovrappeso, con obesità o stati prediabetici”.

IN ITALIA UN MINORE SU QUATTRO E’ IN ECCESSO DI PESO

Secondo le stime Istat più recenti, infatti, l’obesità in Italia tra gli adulti ha raggiunto il 12%, valore più elevato dal 2001, e un minore su quattro, fra 3 e 17 anni, è in eccesso di peso.
Se nel 2014 l’obesità colpiva di 2 adulti su 10 in Italia (10,5 milioni di persone), la tendenza di crescita del fenomeno stima che, se non si intraprenderanno azioni, il numero di adulti che saranno obesi nel 2025 raggiungerà quota 12,6 milioni.

I bambini italiani in sovrappeso sono il 20,4% e gli obesi, secondo i valori soglia dell’International Obesity Task Force, sono il 9,4% con i maschi che presentano valori di obesità leggermente superiori rispetto alle femmine.

“I dati sull’obesità, ma più in generale l’eccesso ponderale, sono un campanello d’allarme sullo stato di salute del nostro Paese, poiché favorisce l’insorgenza di numerose patologie e aggrava quelle preesistenti, riducendo la durata della vita e peggiorandone la qualità. Secondo le attuali stime dell’lnstitute for Health Metrics and Evaluation all’eccesso ponderale in generale sarebbero attribuibili 5 milioni e 19mila decessi in tutto il mondo nel 2019 (pari al 9% di tutti i decessi) e complessivamente oltre 40 milioni di anni vissuti con disabilità. Solo in Italia, inoltre, si stima sia responsabile di oltre 64 mila decessi, ovvero del 10% di tutti i decessi e di oltre 571mila di anni vissuti con disabilità. In questo panorama i prodotti con l’aggiunta di myo-inositolo potrebbero fare la differenza”, conclude Unfer.