In Emilia-Romagna asilo nido gratis a chi sta in montagna e nella bassa Ferrarese


Nuovo anno scolastico: in Emilia-Romagna nido gratis per chi vive in montagna e nella bassa Ferrarese. L’obiettivo è anche di accorciare le liste d’attesa in tutta la regione

asilo nido

Nido gratis per le famiglie che vivono in montagna e nella bassa ferrarese. E più soldi ai Comuni per ridurre le liste di attesa e abbattere le tariffe. All’apertura del nuovo anno educativo, la Regione mette sul piatto oltre 70 milioni di euro per rafforzare l’offerta per la fascia 0-3 ed erodere le liste d’attesa.

“E’ un investimento che non ha precedenti nella storia di questa regione”, dice l’assessore alla Montagna Igor Taruffi presentando la novità accanto al presidente regionale Stefano Bonaccini. “Le famiglie che vivono in 121 Comuni dell’Appennino e in una decina di Comuni nel basso ferrarese- sottolinea Taruffi- non pagheranno sostanzialmente nulla per portare i loro figli al nido. Si tratta di 2.500 bambini complessivamente sulla regione. E lo facciamo, non sfugga, in un anno reso complicato dall’alluvione”.

La giunta conta di confermare il provvedimento sulle zone svantaggiate fino alla fine della legislatura. Ma prosegue anche la sfida per abbattere le liste di attesa e far pagare meno le famiglie anche nel resto della Regione. Ed ecco la scelta di portare il contributo ai Comuni per ogni nuovo posto creato da 4.500 a 5.300 euro. Un incremento che dovrebbe portare alla creazione di altri 1.500 posti circa. Senza contare che il Pnrr prevede diversi interventi sulle strutture, che potrebbero spingere i sindaci a spingere ulteriormente sull’acceleratore. Qualche risultato si vede: nell’ultimo decennio i bambini accolti al nido in regione sono passati dal 32% del totale alle soglie del 40%, una quota “non lontana dagli standard europei”, come evidenzia ancora Taruffi. Per Bonaccini la gratuità dei nidi in Appennino è un traguardo di mandato raggiunto. “Sono particolarmente orgoglioso di questo provvedimento- chiosa il governatore- se l’Emilia-Romagna è tra le prime per occupazione femminile è perché ci sono i nidi, un servizio di welfare indispensabile. Ma crediamo sia anche una misura importante per contrastare lo spopolamento. Questa è una scelta che ci premierà anche dal punto di vista della percezione dei cittadini”. Tra le altre misure su cui la Regione ha intenzione di ‘spingere’ ancora nei prossimi anni e’ la lingua inglese, entrata già in 300 nidi dell’Emilia-Romagna.