Artrosi della mano: MTX e denosumab potenziali opzioni di cura


Due farmaci modificanti la malattia, MTX e denosumab, potrebbero avere un ruolo nel trattamento dell’artrosi della mano secondo due studi

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Due farmaci modificanti la malattia, MTX e denosumab, potrebbero avere un ruolo nel trattamento dell’artrosi della mano. Questo è quanto sembrerebbe emergere da due studi separati (1,2), presentati nel corso del Congresso annuale EULAR.

Nello specifico, il trattamento con MTX è risultato associato ad una significativa palliazione del sintomo dolore, rispetto ad un placebo, in un trial clinico della durata pari a 6 mesi.

Un altro studio randomizzato della durata pari a 48 settimane, invece, ha dimostrato la capacità di denosumab di ridurre in modo sostanziale la progressione dell’OA erosiva rispetto a placebo.

Primo studio: metotressato in pazienti con artrosi della mano e compresenza sinovite
Il trial si è proposto di esaminare la capacità di MTX di ridurre il dolore e migliorare la funzionalità nell’arco di 6 mesi.

Il trial, avente un disegno multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, ha reclutato pazienti con OA della mano sintomatica e sinovite rilevata alla risonanza magnetica, randomizzati, secondo uno schema 1:1, a trattamento con metotrexato 20 mg (n=50) o a placebo identico (n=47), una volta alla settimana, per 6 mesi.

L’outcome primario era rappresentato dalla riduzione del dolore (valutato con una scala analogica visiva di 100 mm, VAS) a 6 mesi. Gli outcome secondari comprendevano i cambiamenti della funzione fisica e della qualità della vita, valutati mediante Australian Canadian Osteoarthritis Hand Index (AUSCAN), Functional Index for Hand Osteoarthritis (FIHOA), Health Assessment Questionnaire (HAQ) e Michigan Hand Outcomes Questionnaire (MHQ). Sono stati registrati gli eventi avversi.

Dai dati è emerso che, su 97 pazienti [età media 61,4 (SD 6,7) anni, 68 (70,1%) donne], 82 (84,5%) hanno soddisfatto l’outcome primario a 6 mesi.

Nello specifico, il gruppo metotrexato ha sperimentato:
una riduzione di entità maggiore del dolore VAS (-15,2 vs -7,7; differenza: -9,9, IC95%: da -19,3 a -0,6)
una riduzione del dolore AUSCAN (-55,3 vs -13,5, differenza: -47,0; IC95%: da -91,5 a -2,5) e della rigidità (-14,5 vs -2,9; differenza: -11,4; IC95%: da -20,8 a -2,0) rispetto al gruppo placebo.
una riduzione non clinicamente significativa della funzione in base ai parametri AUSCAN [-52,7 (da -127,3 a 21,9)], FIHOA [-0,9 (da -3,4 a 1,7)], HAQ [-0,0 (da -0,2 a 0,2)] o MHQ [5,5 (da -0,3 a 11,3)].
L’incidenza di eventi avversi è stata del 62,0% nel gruppo metotrexato e del 59,6% nel gruppo placebo

Lo studio, pertanto, fornisce buone evidenze dell’efficacia del metotrexato (20 mg una volta alla settimana) sulla riduzione del dolore e la rigidità nell’arco di 6 mesi in pazienti con OA della mano e sinovite.

Quanto osservato, potrebbe cambiare le prossime linee guida per la gestione dell’OA della mano con fenotipo infiammatorio.

Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno tenuto a sottolineare che i risultati sono stati inferiori alle attese in quanto la pandemia Covid ha avuto il suo impatto sul disegno dello studio.

Concepito nel 2017, lo studio era stato originariamente pianificato per durare 2 anni e includere risultati radiologici. Ma quando è scoppiata la pandemia Covid-19 a marzo 2020, gli sperimentatori hanno ritenuto saggio interrompere il dosaggio del metotrexato, per timore che potesse peggiorare la malattia da inferzione da SARS-CoV-.2; quando lo studio è ripreso a novembre 2020, il periodo di trattamento è stato limitato a 6 mesi e gli outcome sono stati monitorati solo a distanza, senza eseguire alcuna diagnostica per immagini.

Secondo studio: denosumab arresta la progressione erosiva dell’artrosi della mano
Lo scopo di questo studio clinico è stato quello di studiare l’effetto modificatore della struttura del denosumab in pazienti con OA erosiva della mano e di esplorare i benefici clinici e la sicurezza del denosumab sottocute 60 mg ogni 3 mesi rispetto al placebo.

A tal scopo, cento pazienti con OA erosiva della mano sono stati randomizzati a placebo o denosumab in uno studio clinico monocentrico della durata di 48 settimane, seguito da una fase di estensione in aperto fino alla 96a settimana. L’endpoint radiografico primario era rappresentato dalla variazione del punteggio totale del Ghent University Scoring System (GUSS) alla settimana 24. Il GUSS (0-300) è un sistema di punteggio semi-quantitativo specificamente sviluppato per combinare il punteggio di entrambi gli aspetti dei cambiamenti radiografici nell’OA erosiva della mano, ovvero la progressione erosiva (diminuzione del punteggio) e i segni di riparazione (aumento del punteggio) ed è in grado di rilevare i cambiamenti a breve termine.

L’endpoint secondario era rappresentato dalla percentuale di nuove articolazioni erosive alla 48a settimana. Sono stati oggetto di valutazione gli outcome clinici esplorativi (ad esempio, dolore, numero di articolazioni dolenti, il numero di quelle tumefatte, la forza di presa, nonché alcuni indici – Australian-Canadian Hand Osteoarthritis Index e Functional Index for Hand Osteoarthritis).

Sono stati misurati i cambiamenti radiografici e clinici dopo 96 settimane di trattamento e registrati anche gli outcome di sicurezza, compresi gli eventi avversi (gravi), le variazioni di laboratorio e le variazioni della densità alla DEXA.

Cinquantuno pazienti sono stati randomizzati a trattamento sottocute con denosumab e 49 con placebo. Dai dati è emerso che la variazione totale del GUSS è risultata statisticamente più elevata con denosumab rispetto al placebo alla settimana 24 (variazione media del GUSS = 8,9 (IC95% CI: 1,0 – 16,9; p = 0,024). Questa differenza è ulteriormente aumentata alla settimana 48 (ΔGUSS = 14,3 (IC95%: 4,6 – 24,0; p = 0,003)).

Lo sviluppo di nuove articolazioni erosive è risultato significativamente inferiore con denosumab (1,8%) rispetto al placebo (7,0%) alla settimana 48 (OR = 0,23 (IC95%: 0,10 – 0,50); p < 0,001)

Dopo il trattamento in aperto fino alla settimana 96, entrambi i gruppi hanno continuato il rimodellamento e sia il dolore che la funzione sono migliorati significativamente rispetto al basale. In entrambi i gruppi si è verificato lo stesso numero di eventi avversi.

Alla luce di questi risultati, pertanto, emerge chiaramente come denosumab si associ a chiari effetti di modifica della struttura nell’OA erosiva della mano rispetto al placebo dato che la progressione erosiva è significativamente inferiore dopo 24 settimane di trattamento e l’effetto del trattamento aumenta dopo 48 settimane.

Nel commentare i risultati, i ricercatori ipotizzano uno studio di follow-up che preveda alendronato come parte integrante del protocollo, al fine di sondare la capacità di inibire il possibile effetto rebound legato alla sospensione del trattamento con denosumab.

Bibliografia
1) Wang Y, et al “METHODS – a randomized controlled trial of methotrexate to treat hand osteoarthritis with synovitis” EULAR 2023; Abstract OP0070.

2) Wittoek R, et al “Effect of denosumab on structure modification in erosive hand osteoarthritis: results of a 48-week, monocentric, randomized, placebo-controlled, double-blind phase 2 study and open-label extension phase” EULAR 2023; Abstract OP0071.