L’oppositore russo Navalny condannato ad altri 19 anni di carcere


Russia, l’oppositore Navalny condannato ad altri 19 anni di carcere. Amnesty protesta: “Una condanna all’ergastolo imposta furtivamente, vendetta politica”

navalny

“Resistete. Vogliono intimidire voi, non me”. Questo il messaggio che l’oppositore russo Alexsei Navalny ha consegnato al suo avvocato prima di ascoltare la sentenza che quest’oggi lo ha condannato a 19 anni di carcere duro. Un tribunale nella colonia penale IK-6 di Melekhovo, a circa 235 chilometri a est di Mosca, ha confermato sei capi d’accusa, tra cui incitamento e finanziamento dell’estremismo, creazione illegale di una ong, apologia del nazismo e incitamento di minori a compiere atti pericolosi. Il principale oppositore del presidente Vladimir Putin e fondatore della Anti-Corruption Foundation è stato arrestato nel 2021 e prima di oggi stava già scontando una condanna a undici anni e mezzo di carcere per frode e altri reati. Sia lui che i suoi legali hanno sempre respinto ogni accusa, denunciando i procedimenti giudiziari come “politicamente motivati”.

Il giudice Andrey Suvorov, comminando una “sentenza definitiva” e definendo l’imputato come “recidivo”, ha anche stabilito un regime di carcere duro, che prevede brevi passeggiate in cortile con la testa abbassata, forti limitazioni alla possibilità di ricevere visite – la famiglia potrà vederlo una volta all’anno – nonché comunicazioni dall’esterno. Questo limiterà la sua capacità di coordinare da dietro le sbarre quel movimento d’opposizione anti-Putin a cui ha lavorato negli anni, e che sarebbe alla base della sua condanna a trent’anni, come affermano i suoi sostenitori. Non potrà inoltre conversare con gli altri detenuti.

Prima dell’inizio dell’udienza di oggi, se in un primo momento i genitori Lyudmila e Anatoly Navalny erano stati autorizzati a entrare in aula per assistere al verdetto, sono stati poi accompagnati in una stanza separata dove, con i giornalisti, hanno seguito sullo schermo di un televisore la trasmissione del procedimento in aula. La stampa internazionale fa sapere che la qualità del video era di qualità così bassa che non si è sentito il commento di Navalny alla sentenza.

AMNESTY: NAVALNY E OPPOSIZIONE COLPITI DA VENDETTA POLITICA

“Questa nuova sentenza ai danni di Alexsei Navalny è come se fosse una condanna all’ergastolo imposta furtivamente. È anche un atto sinistro di vendetta politica avente come obiettivo non solo Navalny, ma gli oppositori dello stato in tutto il paese. L’esito del farsesco processo odierno è solo l’ultimo esempio dell’oppressione sistematica della società civile russa, intensificatasi dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia lo scorso anno”. Questo il commento di Marie Struthers, direttrice di Amnesty International per l’Europa orientale e l’Asia centrale, in seguito alla condanna dell’oppositore russo a 19 anni da trascorrere in una colonia penale per accuse legate “all’estremismo” e per “riabilitazione dell’ideologia nazista”, legate all’organizzazione da lui creata, la Fondazione anti-corruzione. Amensty definisce tali accuse “inventate” e chiama Navalny, “prigioniero di coscienza e figura di spicco nel movimento di opposizione politica in Russia”.

L’organizzazione continua riferendo che uno dei soci di Navalny, Daniel Kholodny, è stato trasferito da un’altra prigione per affrontare il processo insieme a lui. Kholodny è stato dichiarato colpevole di “partecipazione a un’organizzazione estremista” e “finanziamento di attività estremiste”. Al momento della stesura di questo comunicato stampa, Amnesty chiarisce che la durata della sua condanna non è ancora nota a causa della scarsa qualità della trasmissione video della sessione del tribunale, dal momento che il procedimento si è svolto a porte chiuse ed è stato trasmesso in un edificio vicino. La Fondazione anti-corruzione era legalmente registrata in Russia prima dell’incarcerazione di Aleksei Navalny. La sua arbitraria designazione come organizzazione “estremista” ha fornito le basi per il successivo processo contro Navalny e i suoi soci per reati connessi all’estremismo. Amnesty International ha sollevato preoccupazioni riguardo al fatto che le autorità russe hanno tenuto Navalny in una “cella di punizione” per presunte violazioni disciplinari, per la mancanza di adeguata assistenza medica e per il peggioramento delle sue condizioni di salute.

L’organizzazione, riferisce la Dire (www.dire.it), ha concluso che il trattamento ricevuto nel carcere costituisce una forma di tortura o altro trattamento inumano. Struthers nella nota conclude: “Esortiamo le autorità russe a porre fine all’ingiusta prigionia di Aleksei Navalny e a scarcerarlo immediatamente e incondizionatamente. Il mondo sta osservando cosa accade e noi continueremo a parlare fino a quando giustizia non sarà fatta e Navalny e tutte le altre persone ingiustamente imprigionate non avranno riacquistato la loro libertà”.